SESSUOLOGIA E PSICOLOGIA UMANA
Gli istinti nell'essere umano
"Se qualcuno vuole venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua" (Mc 8,34 - 9,1)
"Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla morte e molti sono quelli che entrano per essa. Quanto angusta è la porta e stretta la via che conduce alla vita; e pochi sono quelli che la trovano!" (Mt 7,13-14)
a cura del dott. BRUTO MARIA BRUTI
In ogni essere umano è presente un conflitto fra la tendenza al piacere disordinato e la tendenza alla giustizia. Esiste un'esperienza fondamentale che facciamo tutti: in certi casi vediamo con certezza che dovremmo fare una certa cosa che riconosciamo essere buona per noi e tralasciare un'altra che riconosciamo essere cattiva ma dalla quale possiamo ricavare un piacere momentaneo e disordinato.
In questa situazione la scelta giusta e conveniente implica uno sforzo perché dobbiamo superare la nostra repulsione di fronte a qualcosa che sul momento non ci piace e ci costa fatica.
Questa situazione di conflitto ci fa soffrire e da essa nasce lo sforzo necessario e quotidiano per mettere ordine fra le componenti della personalità.
La necessità che gli uomini hanno di mettere ordine dentro se stessi, lo sforzo quotidiano che devono fare per comandare se stessi testimoniano l'esistenza di una situazione di disordine che è presente all'interno di ogni essere umano, di una sorta di "ferita" che tutti abbiamo al nostro interno.
Una ferità è sempre una situazione di lacerazione, di disordine che si è prodotto fra gli elementi di un tessuto che era originariamente integro e quindi ordinato: l'esistenza di una ferita presuppone sempre l'esistenza di uno stato di ordine che c'era ed è stato perso.
Il conflitto fra la tendenza al piacere momentaneo e disordinato e la tendenza alla giustizia e quindi il conflitto fra le passioni e la volontà, tra la volontà e la ragione è un conflitto che è presente all'interno di ogni uomo ed è il risultato di una misteriosa ferita originale dell'umanità.
"Ignorare che l'uomo ha una natura ferita, incline al male, è causa di gravi errori nel campo dell'educazione, della politica, dell'azione sociale e dei costumi " (Catechismo della Chiesa Cattolica n. 407).
Omero, che è uno dei primi autori pagani che ci sono pervenuti, presenta in tutte le sue opere il più vistoso dei conflitti che assillano l'uomo: la lotta fra la mente e il cuore, cioè fra la ragione e le passioni. Questo conflitto all'interno dell'uomo spinge gli eroi omerici all'instabilità psichica. Così, nel libro XXII dell'Odissea, Odisseo "rimproverò il suo cuore con il ragionamento".
L'episodio che meglio mostra questo conflitto che c'è nell'interno dell' uomo e il tentativo di unificare le componenti psichiche in lotta, è quello delle sirene. Odisseo prevede con la mente la possibilità che il proprio impulso, passando accanto alle sirene, venga allettato dal loro canto in modo da disubbidire alla ragione e andare incontro alla morte accecato dalla passione. Odisseo previene il pericolo facendosi in anticipo legare dai marinai a cui ha accuratamente turato le orecchie con la cera affinché non siano sedotti dal loro canto. In questo caso la passione viene ridotta all'obbedienza con la previsione e la coercizione.
Queste riflessioni fondamentali fanno di Omero un precursore del Cristianesimo: ha ragione il pensatore cattolico Gòmez Dàvila quando scrive che tanto dopo come prima di Cristo, vi è un paganesimo di precursori e un paganesimo di avversari. (cfr. Giovanni Cantoni, Gòmez Devila, certosino dell'altopiano, in Percorsi , anno IV, febbraio 2000, p48).
La Rivelazione ci insegna che questa situazione di "disordine" presente all'interno di ogni uomo è nata con il peccato originale.
La ribellione a Dio ha prodotto, al nostro interno, la ribellione fra le cosiddette "potenze" dell'anima: cioè ha prodotto la ribellione degli istinti contro la volontà e della volontà contro la ragione.
Ogni essere umano sente il bisogno di riportare "ordine" al suo interno: l'integrazione delle passioni con la volontà, della volontà con la ragione e della ragione con la verità è uno dei principali compiti dell'essere umano. Da questo continuo cammino di "crescita" psicologica, che non sarà mai definitivamente compiuto in questo mondo, nasce propriamente quella condizione che si chiama felicità.
Per un uomo essere felice significa vivere in armonia con le leggi fondamentali della realtà e con la propria natura: cioè in armonia con tutte le componenti della propria personalità. Questo presuppone un cammino perfettibile e mai perfetto attraverso il quale l'uomo cerca di conoscere sempre meglio la verità e di metterla in pratica e presuppone un itinerario attraverso il quale la persona cerca di riportare ad unità e secondo un ordinamento gerarchico le potenze dell'anima che sono entrate in conflitto a causa del peccato originale.
La felicità è dunque uno stato, una condizione incipiente e perfettibile fondata su un processo che si concluderà in Paradiso, con uno stato di felicità perfetta.
I piaceri sono buoni solo quando sono il risultato e la conseguenza della realizzazione di obbiettivi giusti ed adeguati: il piacere ed il desiderio sono fattori da ordinare e da vivere all'interno di un processo che intende integrare e coordinare gerarchicamente le potenze dell'anima fra di loro e nei confronti della verità.
Il piacere disordinato è il piacere momentaneo di una facoltà che entra in contrasto con le altre componenti della personalità, con i bisogni di natura spirituale che, nell'uomo, si trovano sempre mescolati con forme inferiori e biologiche di bisogni ed entra in conflitto con le leggi fondamentali della natura che l'uomo è in grado di conoscere mediante la sua ragione
Gli istinti dell'uomo non sono, in se stessi, né buoni né cattivi: essi sono componenti naturali dello psichismo umano che devono essere integrati e coordinati con la volontà e la ragione e posti al servizio di ciò che è buono.
Il laboratorio di ricerche sperimentali sulla motivazione umana, dell'Università di Lovanio, ha dimostrato che in ogni esperienza specificamente umana dell'istinto in quanto tale, accanto a forme inferiori e biologiche di bisogni, coesistono sempre forme superiori di bisogni e l'essere umano può spostare, mediante l' intervento della volontà e della ragione, la spinta ad agire (energia), determinata da un bisogno, verso altre forme di bisogno.
Questo lavoro della volontà e della ragione, quando è coscientemente finalizzato, provoca, neltempo, una progressiva integrazione e sottomissione delle forme inferiori di bisogno a quelle superiori . La corretta gestione degli istinti è fondamentale per la costruzione della personalità.
L'istinto di aggressività, per esempio, non solo è fondamentale per difendersi ma l'energia da esso determinata, può essere utilizzata, grazie al controllo e all'orientamento della volontà e della ragione, per aggredire, nel senso più vasto, un compito o un problema e può essere messa al servizio della giustizia e dei diritti degli altri: il bisogno sociale e il bisogno di giustizia sono forme superiori di bisogni che sempre accompagnano nell'uomo l'istinto puramente biologico di aggressività.
L'istinto sessuale non solo è fondamentale per unire l'uomo e la donna fisicamente, ma l'energia da esso determinata può essere utilizzata, grazie al controllo, all'orientamento e alla consapevolezza della volontà e della ragione, per integrare l'impulso copulativo con il bisogno di tenerezza e di affetto, in modo che l'unione genitale diventi segno e strumento di reciproca donazione fra due persone di sesso complementare e possa soddisfare il bisogno d'amore. L'istinto sessuale nell'essere umano si trova sempre mescolato con il bisogno di amore, di tenerezza e di donazione e dovrebbe essere posto al servizio di questa superiore esigenza.
A proposito del bisogno di unire sesso ed affetto, Il Professor Nuttin, direttore del Laboratorio di ricerce dell'Università di Lovanio, scrive: Lo psichiatra Giacomo Dacquino spiega che il sesso senza amore non è in grado di soddisfare l'essere umano: "" Vi sono infatti diversi orgasmi. Quello genitale libera una tensione istintuale, e proprio perché localizzato, non coinvolge il resto del corpo; quello "emotivo", dovuto a un coinvolgimento psichico, è invece più intenso: sale per tutto il corpo, invadendolo con un piacere diffuso e gratificante. E se il primo lascia psicologicamente insoddisfatti, il secondo dà un senso di liberazione e di completa soddisfazione.
Secondo Giuseppe Cesari, ordinario di Psicologia Clinica all'università di San Diego in California, negli Stati Uniti d'America, nel campo sessuale la genitalità risulta pienamente soddisfacente solo se è vissuta all'interno di un'autentica relazione d'amore perché, altrimenti, rimane inappagato il bisogno fondamentale, vero basic need, "bisogno di base", consistente nell'essere in una vera relazione con l'altro.
Lo psichiatra Giambattista Torellò dice che lo studio del comportamento umano "(...) ha permesso alla psicologia più recente di riconoscere, nella repressione e nella soddisfazione dei cosiddetti istinti, fenomeni ugualmente propri e confacenti alla natura dell'essere umano, che solo in rapporto ad un'altra serie di valori umani sono in grado di causare salute o malattia, serenità o tensione, piacere o disagio. Ciò che decide la loro positività o negatività, la loro sanità o azione patogena è il quadro d' insieme in cui s'inseriscono, l'atteggiamento fondamentale dell'esistente, le motivazioni libere dello spirito. Per quanto si riferisce concretamente al cosiddetto "istinto" sessuale, decisivo sarà il ruolo dell' "amore ": continenza per amore è rasserenante e soddisfacente, così come rasserenante e soddisfacente è il rapporto sessuale per amore"
L'energia generata dall'istinto copulativo può anche essere messa a disposizione per un servizio d'amore verso i fratelli e la verità. Lo sviluppo di una forma superiore e spirituale di bisogno, come quella che spinge verso i significati più alti della stessa sessualità umana – cioè l' amore per gli altri e la donazione di se stessi agli altri – fa diminuire l' interesse verso la relazione coniugale e in questo caso è più facile spostare l'energia determinata dall'istinto copulativo su di un piano più alto: è il caso della castità assoluta nelle persone che hanno una particolare vocazione religiosa.
Integrando l'istinto sessuale con il bisogno di tenerezza e di amore, integrando l'istinto di aggressività con il bisogno sociale e di giustizia, armonizzando gli istinti con la volontà, la volontà con la ragione e la ragione con la verità, la persona progredisce dirigendo, regolando, mettendo in equilibrio e utilizzando costruttivamente tutte le proprie energie. Si tratta di un'opera simile a quella che l'essere umano svolge nei confronti delle forze della natura, come quando incanala verso una centrale di energia le acque torrenziali.
Bruto Maria Bruti
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