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VITA UMANA

La vita umana dal concepimento alla nascita

 

L'essere umano è il prodigio più grande dell'universo. In lui, solo in lui si accendono misteriosamente coscienza, espressione, esperienza morale, nostalgie, tragedie e dedizioni di amore, tutte cose che fanno di lui – errori e dolori compresi – la parte più nobile della creazione. Il corpo stesso dell'uomo è ben degno dell'immensità del suo spirito: le cellule del nostro corpo – miliardi e miliardi di cellule – sempre al lavoro e sempre percorse da una dolce fluorescenza energetica sono mille volte più numerose delle stelle del nostro ciclo; eppure questo nostro organismo supersofisticato si realizza da una scintilla microscopica, in solo nove mesi!

Le sensazionali fotografie del bambino nel seno materno sono state realizzate con speciali obiettivi ed anni di studi dal più grande fotografo esistente nel campo medico: Lennart Nilsson, che in riconoscimento del suo lavoro ha ricevuto dall'Università di Stoccolma la laurea in medicina, honoris causa. Le illustrazioni non sono in scala con le dimensioni reali.

Fonte: opuscolo illustrativo distribuito dal CAV.

 

La nostra storia

Il corpo umano si può paragonare a un edificio formato da minuscoli mattoni che si chiamano cellule. In questa fotografia vediamo quelle dell'epidermide, ingrandite 1600 volte.

Le cellule sono microscopiche particelle viventi, autonome, formate da milioni di molecole sempre attive; respirano, si nutrono, reagiscono a ciò che le circonda; hanno vita più o meno lunga: per esempio quelle nervose resistono anni e anni; altre invece soltanto pochi giorni. Le cellule che sopravvivono si moltipllcano per sostituire quelle morte, ma la loro capacità dì riprodursi si riduce vìa vìa: ecco perché invecchiamo.

Le cellule


Verso l'ora zero

Ogni nostra cellula ha un nucleo che contiene esattamente 46 "bastoncini", detti cromosomi: eccoli in questa foto. Sono formati da un acido (detto DNA) che contiene un numero incalcolabile di geni: il nostro patrimonio ereditario. Da questi geni e da come sono "combinati" fra loro dipendono le caratteristiche che ci distinguono: il sesso, il colore degli occhi, dei capelli, della pelle, ecc.

Tutte le cellule di un individuo hanno la stessa "combinazione"' genetica, diversa da quella di ogni altro essere umano; perciò si riconoscono fra loro e non si rigettano. Dall'adolescenza in poi, maturano le cellule sessuali: gli spermatozoi negli organi sessuali maschili, l'ovulo (o cellula-uovo) in quelli femminili. Queste cellule sono programmate per accoppiarsi e divenire una cosa sola in un figlio, un nuovo Protagonista nella storia umana.

I cromosomi


Meno tre...

Secondo le leggi di natura l'incontro tra l'ovulo e lo spermatozoo avrà luogo nel corpo della donna, generoso nido del piccolo concepito. Vediamo qui l'ovulo appena espulso dall'ovaia; sta per scomparire dentro la salpinge (o tuba) che lo cerca per attirarlo nel suo canale e indirizzarlo verso l'utero.

Un solo ovulo arriva a maturazione nella donna una volta al mese e può essere fecondato soltanto entro breve tempo, 24 ore circa, altrimenti si decompone e provoca il flusso mestruale. L'ovulo è un'unica cellula, piccola come la punta di uno spillo pur essendo la cellula più grande del corpo umano: quasi una cellula gigante, perché porta con sé il nutrimento per i primissimi bisogni del nuovo individuo. Fin dal primo istante la natura materna pensa e provvede alla sua creatura...

L'incontro tra l'ovulo e lo spermatozoo


Meno due...

Ecco le cellule sessuali maschili: gli spermatozoi. La testa contiene i caratteri paterni, è la..."borsa" del patrimonio genetico che il padre dona per la fecondazione.

La coda, destinata a dissolversi nell'ovulo, serve al piccolo seme per muoversi negli organi femminili e salire fin nel canale della salpinge alla ricerca della cellula-uovo: un viaggio difficile che lo impegna per circa sei ore. Nel liquido seminale gli spermatozoi sono milioni, tutti decisi a conquistare l'ovulo; ma molti periscono fra le difficoltà; comunque hanno tutti vitalità limitata. Non c'è da meravigliarsi se una maternità desiderata non è sempre facilmente ottenuta.

Gli spermatozoi


Meno uno...

Ora l'obiettivo ci mostra il grande ovulo assediato dai minuscoli spermatozoi finalmente arrivati nella tuba. Soltanto uno di loro, quasi fosse atteso!, potrà penetrare la parete della cellula-uovo che subito dopo si ispessisce e respinge tutti gli altri.

Le cellule mature per la fecondazione, cioè l'ovulo e lo spermatozoo, differiscono fondamentalmente da tutte le altre cellule: infatti nel maturarsi perdono - ogni volta a caso! - metà dei loro cromosomi e quindi metà delle loro caratteristiche. Grazie a ciò la cellula-figlio, frutto del loro incontro, avrà una normale dotazione di 46 cromosomi: 23 forniti dal padre e 23 dalla madre.

Gli spermatozoi nella tuba


La prima culla

Questa è la prima, tenera "culla" che la madre prepara alla sua creatura... Sono i veli della salpinge che, misteriosamente avvertita dell'accendersi di una vita in lei, d'improvviso si anima e si ammorbidisce: deve cullare e sospingere verso l'utero il prezioso ovulo fecondato.

Ma la salpinge non è sola a occuparsi di lui; un segnale scatta nel corpo materno, ogni particella è come avvisata che un figlio è fra loro: deve essere protetto! E subito i globuli bianchi, impegnati nella difesa immunitaria, arrestano davanti a lui la loro attività: sebbene addestrati a individuare e rigettare ogni sostanza estranea (cioè con un patrimonio genetico diverso) essi salvano il piccino anche se estraneo. È un figlio, non c'è cellula nella madre che non lo voglia...

La prima culla


Un attimo di vita

Eccolo questo microscopico esserino che a un attimo dal concepimento assorbe già tutte le attenzioni della madre ancora ignara: la meravigliosa natura materna risponde subito, con tutte le sue risorse, alle richieste energetiche del piccino.

In particolare si attivano e si rnoltiplicano gli ormoni, capaci di aiutare la nuova vita. Il superlavoro affrontato dalle cellule materne per la gravidanza provoca per qualche tempo nella donna un'inquietudine indecifrabile, spesso male interpretata. È uno squilibrio che poi, appena l'equilibrio ormonale sarà ristabilito, farà posto a un nuovo benessere, a una serenità impensata. Succede la stessa cosa - lo stesso trauma passeggero - dopo la nascita del bambino, quando per la separazione da lui gli ormoni della madre restano temporaneamente in sovrappiù.

Un attimo di vita


Le prime ore

Poche ore dopo la fecondazione la cellula-figlio traboccante di vitalità riesce già a moltiplicarsi; vediamo le tappe della sua primissimà crescita in questa suggestiva sequenza fotografica.

Nel nucleo primitivo i cromosomi si raddoppiano per poi separarsi in due parti identiche (ciascuna con gli stessi caratteri genetici, ugualmente combinati) dando origine a due cellule; cioè, come dice la scienza moderna, "l'embrione a una cellula - prima forma dell'essere umano - diviene un embrione a due cellule" e così via: le cellule si raddoppiano vertiginosamente fino a divenire miliardi. È la strabiliante edificazione di un corpo umano: con l'inarrestabile sviluppo che lo accompagnerà per anni, un bambino affronta la vita!

Le prime ore


I primi giorni

Così è il piccino mentre scende dolcemente sospinto dalle frange della salpinge: una pallina di cellule simile a una piccola mora, chiamata appunto morula. Fra il quarto e il quinto giorno esce finalmente dal tunnel e si trova a spaziare nell'utero.

Ora lui vuole crescere davvero, ma il suo cestino da viaggio si è esaurito! Perciò, ecco che... "comunica": manda un messaggio alla mamma per chiederle aiuto. E glielo chiede usando il codice ormonale, emettendo cioè sostanze organiche dirette alle centrali materne. La risposta desiderata non si fa attendere: la mucosa uterina si affretta a soddisfare il piccolo diventando soffice per offrirgli nido e nutrimento. E la piccola mora "prende terra": conta sulla madre, come farà sempre...

I primi giorni


Prima settimana

Tutto teso a sopravvivere il nostro Protagonista si riveste di piccole escrescenze che gli servono per radicarsi; la sua "capsula" protettiva si aggrappa saldamente alle pareti dell'utero formando poco a poco un labirinto di tentacoli. Da queste "radici" prende avvio la placenta: un tessuto che ha funzioni importanti perché deve filtrare tutti gli scambi fra la mamma e il suo bambino.

Intanto l'aspetto del piccino sta cambiando: all'interno della morula un gruppo di cellule ingrossate costruisce il corpicino, mentre quelle piccole periferiche costituiscono le membrane dì protezione e di connessione all'utero. Fra le due parti si forma un vuoto: è l'inizio del sacco amniotico nel cui liquido il bimbo vivrà fino alla nascita.

Prima settimana


Seconda settimana

Da questa settimana il corpicino si affusola e si sviluppa a strati, detti "foglietti embrionali". Questi foglietti sono formati da cellule specializzate con compiti specifici: ognuno di loro provvede a costruire organi e tessuti particolari. Le microscopiche lamine vibrano, si aprono, si ripiegano, si gonfiano in gemma a ritmo vorticoso. È come vedere in un film un bellissimo fiore che sboccia sotto i nostri occhi, ma non c'è fiore che possa stare alla pari di questo "primo fiore" della Natura!

Anche il collegamento fra il bambino e la placenta si trasforma, diviene come un piccolo gambo: è l'inizio del cordone ombelicale che via via si allungherà permettendogli perfino le capriole!

Seconda settimana


Terza settimana

Già alla fine della terza settimana in questo tenero corpo in boccio pulsa un cuore. Il cuoricino del figlio pulsa dentro la mamma quando lei non sa ancora nulla della sua presenza!

Le prime due settimane del bambino coincidono con le ultime due settimane del ciclo mestruale materno: 14 giorni dall'ovulazione. Perciò quando il piccino entra nella terza settimana la madre non ha ancora il presentimento della sua esistenza. Finché il notevole ritardo del flusso la metterà in sospetto... Ma prima di allora lui si è già sviluppato freneticamente: ha gemmato le vescicole cerebrali nella bombatura della testa, dove vanno affiorando gli occhi; ha formato il sistema nervoso, i polmoni, l'intestino, lo stomaco e ...il cuore!

Terza settimana


Ha già un mese

Ammiriamolo nel suo "primo piano" questo piccolo uomo che da poco più di un mese vive nel seno materno! Raggomitolato così su se stesso sembra un piccolo pugile, pieno di caparbia vitalità. Il battito del suo cuore, ora più regolare, può già essere fissato su un elettro-cardiogramma.

La grossa ombra rossa sotto la manina è il fegato, che produce il sangue e lo immette nella circolazione. Il bambino fabbrica da sé il suo sangue, come tutti gli altri organi e tessuti; i primi globuli sanguigni se li fabbrica in un "torlo" esterno, attaccato con un lungo peduncolo alla placenta; lo si vede in basso, in questa foto presa verso la quinta settimana: sembra il palloncino del piccolo! Finito del tutto il suo compito, si staccherà con il suo filo...

Ha già un mese


Un mese e mezzo

Ecco il nostro bambino a sei settimane. La testa, che sembra voler attirare tutta la nostra attenzione, resterà a lungo la parte più vistosa e commovente del corpicino: qui è la straordinaria "centrale", qui sono potenzialmente racchiuse le scintille di intelligenza che forse illumineranno il mondo: le idee di domani sono in queste tenui anse cerebrali, che già mandano un loro messaggio; si può ormai registrarne l'attività in un normale elettro-encefalogramma.

Le dita sono ormai "sbocciate" ma le braccia sono ancora troppo corte e le manine non si possono incontrare. Gli occhi si sono costruiti con le cellule del cervello; il velo delle palpebre è già calato, ma è così trasparente che non lo si vede.

Un mese e mezzo


Due mesi

Il piccino, che ora viene chiamato feto, ha otto settimane. Ha ormai superato i 60 giorni più importanti della sua vita: la formazione di tutti i suoi organi è terminata. In lui c'è già tutto quello che si troverà nell'essere umano perfettamente sviluppato!

D'ora in poi non avrà bisogno che dì raffinare le sue funzioni e di crescere: dai due ai nove mesi moltipllcherà venti volte la sua statura e mille volte il suo peso. Dunque, quando la madre sì presenta alla sua prima visita di controllo il suo bambino è già completo. Come in un vero gioiello tutto è gemma in lui: la gemma delle labbra, delle narici, degli orecchi, degli occhi, del sesso, perfino le gemme dei futuri dentini...

Due mesi


Due mesi e mezzo

L'intensa crescita del piccolo richiede un incessante rifornimento. Per procurarglielo la placenta si sviluppa tanto da raggiungere alla fine la consistenza di un largo disco spugnoso di circa mezzo chilo. In questa foto (a dieci settimane) ne vediamo il raccordo.

La placenta fa da barriera fra la madre e il figlio, serve da terreno di scambio fra loro senza permettere mescolanza di sangue. Infatti il sangue del bambino, passando dal cordone ombelicale, scorre nella placenta cercando di accostare i vasi sanguigni materni che si trovano al di là, nell'utero. Così, attraverso quella parete i globuli si scambiano il loro carico gassoso: il piccino scarica alla mamma il "cattivo" (anidride carbonica) e le ruba il "buono" (ossigeno e sostanze nutritive); mentre lei fa maternamente l'opposto: si porta via il cattivo e gli lascia il buono... come farà sempre!

Due mesi e mezzo


Tre mesi

Guardatelo a tre mesi, non è... incredibile?! Le sue fattezze si stanno ormai precisando. Le labbra si aprono e si chiudono, la fronte si raggrinza, l'area delle sopracciglia si solleva, la testa si volta: il piccolo cerca di farsi espressivo, di inventare un muto ma efficace linguaggio per farsi capire appena sarà nato.

Il pigmento scuro della retina traspare ancora dalla delicata epidermide delle palpebre che rimarrano chiuse fino al settimo mese per proteggere i globi oculari. Spuntano le unghie alle mani e ai piedi, la colonna vertebrale si ossifica, sul petto nascono le piccole protuberanze delle mammelle; dagli organi genitali, ora perfezionati anche all'esterno, si può sapere se è maschio o femmina.

Tre mesi


Quattro mesi

Ha soltanto quattro mesi ed è già perfetto! I suoi movimenti nel suo mondo acquatico sono agili e pieni di grazia. Lui nuoterebbe in continuazione ma ora cerca di adattarsi alle esigenze della madre. Talvolta le sue manine tirano pugni di protesta se qualcosa lo disturba troppo. E queste manine hanno già le impronte digitali da circa due mesi!

È emozionante pensare che questo piccino non è un essere indefinito ma ha già una personale storia alle spalle e sui teneri polpastrelli porta il segno fisico della sua identità.

Quattro mesi


Cinque mesi

Questa è la più affascinante immagine del bambino nel seno materno: a cinque mesi si succhia il dito, si esercita per quando succhierà il latte della mamma.

Gli impulsi dei suoi nervi si sono perfezionati: quando il pollice si avvicina alla bocca, subito le labbra lo afferrano e la lingua comincia piccoli movimenti di suzione. E un riflesso necessario al piccino per dopo, quando sarà il seno o il dito della madre a sfiorargli la guancia e lui si volterà con la bocchina protesa, pronta a poppare. Così si prepara a quel dolce momento.

Cinque mesi

 

 

VITA UMANA

 

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