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Antonio Socci: IL GENOCIDIO CENSURATO

Ogni genocidio è avvenuto nella legalità: la Shoah e i gulag sovietici erano ammessi dalla norme approvate dai rispettivi parlamenti. Anche attualmente, per i cosiddetti nuovi diritti quali aborto ed eutanasia, si cerca sempre di ottenere la legalizzazione da parte dello Stato

 

Antonio Socci - Il genocidio Censurato

Antonio Socci
IL GENOCIDIO CENSURATO
Aborto: un miliardo di vittime innocenti

Edizioni Piemme, 2006

Tutta la violenza di un secolo. È quanto promette di contabilizzare il titolo di un libro di Marcello Flores che la Feltrinelli ha pubblicato nel 2005. Parla del Novecento appena concluso e somma tutte le vittime delle guerre, dei genocidi, dei totalitarismi, dei fondamentalismi e dei razzismi. Alla fine l’autore calcola che “le persone uccise in atti di violenza di massa siano state tra i cento e i centocinquanta milioni (qualcuno propone addirittura la cifra di duecento)”. Cifre “in ogni caso agghiaccianti” che, osserva Flores, “giustificano il fatto che il XX secolo sia stato considerato uno dei più violenti nella storia dell’umanità”. L’autore poi indica la Seconda guerra mondiale, “con i suoi cinquanta milioni di morti” come “l’evento più violento e distruttivo del XX secolo e forse della storia umana”. Ma siamo sicuri di questa ricostruzione? A prima vista sembrerebbe obiettiva ed esauriente. Anche dal punto di vista politico, perché Flores somma, giustamente, i crimini commessi dai regimi comunisti e quelli nazifascisti: “I tre quarti almeno delle morti del XX secolo […] sono frutto della violenza di massa dei governi totalitari”.

Nessuno solleva obiezioni di fronte a questo quadro. A tutti sembra attendibile. E già questo dice quale gigantesca rimozione esista tuttora nelle nostre menti, nelle nostre coscienze, nel nostro sistema informativo e culturale, in tutta la nostra civiltà. Nessuno infatti penserebbe che da questo spaventoso computo sia rimasta fuori la più immane delle stragi, quella che da sola totalizza un numero di vittime enormemente superiore alla somma delle altre. E non perché nessuno sia a conoscenza di tale “fatto”: anzi, tutti lo conoscono, è una soppressione di vite umane addirittura autorizzata e finanziata dagli stati. Ma questo fenomeno – nonostante le sue colossali dimensioni, il più vasto olocausto della storia umana – è totalmente e sistematicamente rimosso da tutta la società contemporanea: un miliardo di vittime. Ripeto: un miliardo di vite umane soppresse. Parlo dell’aborto.

Sono certo che il lettore sospetterà trattarsi di un’esagerazione, di una cifra a effetto. Non è così. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (dati del 1997) ogni anno sarebbero praticati 53 milioni di aborti, ovvero abbiamo annualmente un numero di vittime innocenti pari a quelle provocate dall’intera Seconda guerra mondiale (1939- 1945) che è considerata “l’evento più distruttivo della storia umana”. Da quanti anni si verifica questa ecatombe? Se si ricorda che da più di trent’anni l’aborto è stato introdotto nei paesi democratici, e molto prima è stato legalizzato dall’Unione Sovietica, dalla Germania nazista e poi dagli altri paesi dell’Est – cosa che dimostra come l’aborto sia uno dei frutti avvelenati delle ideologie totalitarie del Novecento – si supera facilmente il miliardo di vittime. […] Più di un miliardo di esseri umani indifesi soppressi è una tragedia umanitaria, storica, morale, sociale di cui stentiamo perfino a renderci conto, tanto siamo immersi nella rimozione collettiva. Sembrano davvero scritte per noi – come notò Luigi Lombardi Vallauri – le parole del “Temps retrouvé” di Marcel Proust: “Da tempo non si rendevano più conto di ciò che poteva avere di morale o di immorale la vita che conducevano, perché era quella del loro ambiente. La nostra epoca senza dubbio, per chi ne leggerà la storia tra duemila anni, sembrerà immergere certe coscienze tenere e pure in un ambiente vitale che apparirà allora come mostruosamente pernicioso e dove esse si trovavano a loro agio”.

 

Antonio Socci intervistato da Padre Livio Fanzaga

Trascrizione della intervista andata in onda a "Radio Maria" il 25/3/2006

 

PADRE LIVIO – Antonio Socci, che è qui con noi a Radio Maria, in questi giorni ha dato alle stampe un libro che ha per titolo “Il genocidio censurato” (Aborto, un miliardo di vittime innocenti). Io ho letto per intero questo libro, che è di 173 pagine, e lo si legge veramente molto volentieri. Per darvi l’idea di quanto grande sia questo problema vi leggo la frase che è nel quarto di copertina. Dice: «Il più grande genocidio del Novecento non è avvenuto in guerra, nei gulag o nei campi di sterminio. È una strage di cui nessuno parla: oltre in miliardo di vittime innocenti: “L’aobrto”. Allora, Antonio, per prima cosa, come ti è venuta l’idea di questo libro.

ANTONIO SOCCI – Mah, innanzitutto, ovviamente l’insistenza con cui il magistero della Chiesa, a cominciare da Giovanni Paolo II – per molti anni quasi una voce nel deserto, e poi Benedetto XVI – hanno continuato a lanciare il grido d’allarme su questa tragedia, come segno del grande fallimento della cultura moderna. E' anche una tragedia che i nostri occhi non vogliono vedere e che in qualche modo è forse il più grande crimine della storia umana per le dimensioni, obbiettivamente pazzesche, apocalittiche, avendo io usato una cifra simbolica, un miliardo di vittime innocenti, che sono il frutto dell’elaborazione dell’Organizzazione mondiale della Sanità, ed altre fonti. In realtà le vittime sono molte, molte di più. Forse tu ricordi quanto disse Madre Teresa alle Nazioni Unite, quando, incurante del politically correct, e di quello che si aspettavano da lei tutti gli establishment e le varie lobby, si espresse così: «Guardate, la più grande minaccia alla pace nel mondo oggi, è l’aborto!» Perché, se c’è un legame naturale nella storia dell’umanità, è quello tra madre e figlio. Quando si costringono delle donne, delle madri, in un modo o nell’altro, con pressioni psicologiche, con pressioni sociali di ogni tipo, con la solitudine, a sopprimere la vita che è germinata nel loro seno, è chiaro che non c’è più speranza per nessuno. Perché se viene meno persino quel legame d’amore, che è la base della storia umana, la pace non c’è più! Tieni conto, fra l’altro, che Giovanni Paolo II è entrato nell’occhio del ciclone perché, persino col suo ultimo libro, “Memoria e identità”, è stato l’obbiettivo di una certa stampa laicista e di certi intellettuali. Perché non ha esitato di nuovo a paragonare la questione dell’aborto a quella della Shoah, dicendo che "anche nel Terzo Reich i partiti che avevano raggiunto il potere per vie democratiche" – sto leggendo testualmente dal libro del Papa – "se ne servirono per porre in atto i perversi programmi dell’ideologia Nazional-socialista, con lo sterminio che ne venne di conseguenza". Poi il papa aggiungeva, in questo libro che è il suo testamento spirituale: "Permane lo sterminio legale degli esseri umani concepiti e non ancora nati. E questa volta si tratta di uno sterminio deciso addirittura da parlamenti eletti democraticamente, nei quali ci si appella al progresso civile delle società. I parlamenti che promulgano simili leggi devono essere consapevoli di spingersi oltre le proprie competenze e di porsi in palese conflitto con la legge di Dio e con la legge di natura". E sappiamo benissimo che per questo il papa fu molto bersagliato. Ma Benedetto XVI prosegue esattamente sulla stessa linea. Tre mesi fa ha fatto un discorso, ricevendo le ACLI, in cui ha detto: «Guardate che oggi la vera grande questione sociale è questa…». Esatto. Come Leone XIII nell’Ottocento lanciò il grido della grande questione sociale della condizione dei lavoratori e degli operai, Benedetto XVI ha detto: «Oggi la vera grande questione sociale è il fatto che, persino in società progredite e benestanti, come sono quelle occidentali, d’Italia, eccetera, ci siano delle donne che, semplicemente per motivi economico-sociali, sono costrette ad abortire». Noi sappiamo dalle statistiche che la grande percentuale delle donne che oggi abortiscono in Italia à per motivi economico-sociali. Pensiamo che siamo in un paese che spreca fiumi di denari in nome della cosiddetta “solidarietà”. In realtà son spesso soldi buttati. Ed è uno scandalo che ci siano delle famiglie che si sentano costrette a rinunciare alla maternità già iniziata, per questioni economiche e sociali. In un paese, fra l’altro, che ha davanti a sé il baratro della sparizione demografica! Ed è un allarme, questo, lanciato, non dall’Osservatore Romano, ma da Le Monde, quindi da fonti laiche, e che quindi dovrebbe sostenere la maternità e la famiglia.
Non vorrei dilungarmi troppo, ma penso anche all’insistenza realmente apocalittica – secondo me – con cui il papa Giovanni Paolo prima, e Benedetto XVI poi, hanno continuamente insistito su questo. E vorrei ricordare che il sangue di Papa Giovanni Paolo II è stato sparso un mese prima del referendum sull’aborto del 1981, mentre il Papa alzava la sua voce in difesa della vita umana innocente. Questo è un segno che, nelle coincidenze della storia, va sempre ricordato. Penso che ci sia anche la percezione e la sensazione di una battaglia contro forze – secondo me – non umane. Infatti, un tale odio per la vita umana, un tale odio per l’essere umano in sé, e soprattutto per l’essere umano più debole e indifeso ha qualcosa di più che umano, di peggio che umano. Qualcosa di satanico!

PADRE LIVIO – Anche perché il Vangelo dice che Satana è menzognero e omicida. E qui ci sono i due estremi: menzogna e omicidio!

ANTONIO SOCCI – Perché poi nel mio libro ho cercato di smontare una per una tutta la quantità di menzogne che alla legalizzazione dell’aborto si sono accompagnate. Perché è proprio un corteo di menzogne vergognose e spudorate che hanno continuato a sopravvivere sui giornali per anni e per decenni. Una delle cose che si dicono è: «Eh, ma insomma, l’aborto c’è sempre stato… clandestinamente… fatto clandestinamente…». Ecco, qui siamo di fronte a qualcosa che non ci fa capire bene ciò che sta accadendo. Perché, un conto è il fenomeno dell’aborto solitario clandestino, individuale – ovviamente c’è sempre stato, così come si sono sempre stati crimini di tutti i tipi durante la storia umana – un conto è la legalizzazione fatta dagli stati, iniziata dall’Unione Sovietica nel 1920, poi fatta dalla Germania nazista, poi, a seguire, negli anni ’70, dai paesi democratici. La legalizzazione fatta dagli stati, l’organizzazione seriale degli aborti fatta e pagata dagli stati con sistemi tecnologici, farmacologici, mai prima visti nella storia umana, e con un apparato ideologico e mediatico che, non solo giustifica l’aborto, ma rivendica l’aborto come un diritto! E che addirittura, atraverso le organizzazioni internazionali, anche quelle patrocinate dall’ONU, finanzia piani demografici in cui di gran lunga si finanziano le politiche antinataliste e abortiste. Mentre si dimentica totalmente il sostegno alla meternità.
Pensa che sono 500miila all’anno le donne che a causa del parto – soprattutto nel terso mondo e nel quarto mondo – muoiono. Queste sarebbero le situazioni su cui intervenire! Ma le Organizzazioni internazionali si guardano bene dall’andare a sostenere e aiutare la maternità. Capisci? E se ne infischiano che esista questo dato, che a me pare pazzesco! 500mila donne che per motivi igienico sanitari, perdono la vita. Capisci? E pensa quanti miliardi si buttano per le politiche antinataliste e contraccettive e per le politiche abortive! È come una sorta di preferenza ideologica che si è accodata alla morte anziché alla vita.

PADRE LIVIO – Tu qui scrivi che "l’aborto è uno dei frutti avvelenati delle ideologie totalitarie del Novecento".

ANTONIO SOCCI – Beh, si, questo mi pare ovvio! Perché bisogna tener conto che dire che l’aborto c’è sempre stato, quindi va legalizzato… sarebbe come dire che ci sono sempre stati i suicidi, le guerre, gli stupri, gli infanticidi, e quindi tanto vale legalizzarli. Cioè, di fronte a qualcosa che è palesemente un male, con una mentalità corretta, sana e di buon senso, si dovrebbero mettere in atto delle misure per scongiurarlo, per aiutare le persone che si trovano in quella circostanza, non legalizzarlo, e quindi moltiplicarlo! Perché dopo lo vedremo, spero, che la legalizzazione dell’aborto ha tutt’altro che diminuito gli aborti, ma li ha fatti anzi lievitare.
Ma dico che è frutto di una mentalità totalitaria – ed è così – perché la prma legalizzazione dell’aborto è stata fatta nella Russia Sovietica. Quindi, diciamo così, con un’ideologia precisa, che poi ha trovato – guarda caso – speculare conferma, nella Germania nazista. I paesi liberali e democratici, dove in qualche modo il rispetto della dignità umana risentiva di più dell’influsso della tradizione cristiana – perché è evidente che la libertà e la democrazia non sono altro che una traduzione, in termini laici, di convivenza civile dei principi cristiani – i paesi democratici ci sono arrivati molti anni dopo: negli anni Settanta. E ci sono arrivati, ovviamente, contraddicendo sé stessi e contraddicendo i propri stessi principi. Non a caso fior di intellettuali laici e liberali, ne cito uno per tutti, Norberto Bobbio, che era il capostipite della cultura laica, è notorio, fin dai tempi del referendum sull’aborto, che lui si è sempre opposto alla legalizzazione dell’aborto, ritenendolo un principio contraddittorio, in un paese democratico e liberale. E Bobbio fra l’altro affermava: «Mi stupisco che i laici lascino ai credenti il privilegio e l’onore di affermare che non si deve uccidere». Teniamo conto che noi ci facciamo un vanto di aver abolito la pena di morte, perché lo Stato non può decretare la morte di un suo cittadino, per quanto colpevole e si sia macchiato di crimini orrendi. Dopo però si afferma che si possono invece condannare a morte degli esseri innocenti.

PADRE LIVIO – Ma secondo te, non c’è anche una concezione dell’uomo ridotto a un animale, in questo modo di pensare?

ANTONIO SOCCI – Sì, questa in fondo è la cosa più inquietante e più impressionante! Perché fin dai tempi del referendum dell’81 tutta la cultura abortista si rifiuta di guardare in faccia a ciò di cui parliamo. Pensa che Le nouvel observateur, che è un settimanale francese, negli anni Settanta, gli anni in cui appunto anche in Francia si discuteva della legalizzazione dell’aborto, definì il nasciture un tumeur, ossia un "tumore" nel seno della madre…. Io trovo diabolica questa definizione, perché tutti noi siamo stati un “tumore” nel seno di nostra madre, no? Ma è impressionante come ci si rifiuti di guardare in faccia a ciò di cui parliamo, o meglio, di “colui” di cui parliamo.
Allora, non più tardi di due anni fa c’è stato un istituto di autodisciplina pubblicitaria che voleva impedire al Movimento per la Vita Ambrosiano di affiggere dei manifesti, con il numero verde del Centro di Aiuto alla Vita – tu sai che, fra l’altro, i Centri di Aiuto alla Vita hanno salvato 70mila donne e quindi 70mila bambini, in questi 30 anni di applicazione della 94? –, ecco, volevano impedire l’affissione di questo manifesto, sul quale vi era la foto di un bambino nel seno della madre, quella che si ottiene, coi raggi infrarossi, nell’ecografia. Insomma quella foto bellissima, che commuove tutti noi, soprattutto quando aspettiamo un bambino… la foto bellissima di un bambino che si ciuccia il ditino… Fa paura guardare in faccia colui di cui parliamo, perché è evidente che è un essere umano. Oltretutto, nel caso dell’aborto – diversamente, se vuoi, dal dibattito che abbiamo fatto lo scorso anno, sulla fecondazione assistita, in cui si parlava dei primissimi stadi in cui si tratta sempre di un essere umano – nel caso dell’aborto parliamo di creatura umana ormai molti mesi avanti nella gravidanza…
Pensa che negli Stati uniti è stato bloccato – solo dalla presidenza Bush – mentre il presidente Clinton aveva messo il veto per ben due volte a una risoluzione del senato, che voleva abolirlo – il cosiddetto aborto parziale, un aborto che veniva praticato, per tutto il periodo della presidenza Clintono, fin all’ottavo mese di gravidanza.
Non vorrei impressionare i nostri radioascoltatori, ma forse è il caso che si sappia di che cosa stiamo parlando. Siccome per legge, se un bimbo nasce vivo, ovviamente è nato e non lo si può toccare, allora l’aborto veniva fatto praticamente con l’estrazione quasi totale del bambino vivo, meno la testa. Dopo di che veniva praticata una ferita nella testa… adesso non vorrei scendere in particolari, perché sono agghiaccianti… insomma, il bambino veniva ucciso così, con la testa all’interno del corpo della madre, in una maniera aberrante. E questo, come vedete, accade nei paesi più civili, più progrediti dal punto di vista sociale e civile. Ed è difficile dire che quella non è una creatura umana, no? È un bambino vero e proprio, e si sta compiendo in infanticidio.
D’altra parte, come tu sai, ci sono bioeticisti, come Peter Singer, il quale, molto conseguentemente, molto lucidamente, lui dice: «Ma guardate che non c’è, dal punto di vista biologico, nessuna differenza fra l’aborto che facciamo al secondo, terzo, quarto mese di gravidanza, e la situazione del bambino subito dopo il parto». Perché dal punto di vista biologico la natura non fa salti, quindi l’unica vera novità e il concepimento. Da quel momento c’è un nuovo essere umano, che ha un suo patrimonio genetico, che è già maschio o femmina… Dopodiché non c’è nessuna variazione rispetto alla nascita. Infatti, appunto, qualche bioeticista sostiene che bisognerebbe lasciare alcuni giorni dopo la nascita per far decidere ai genitori se il bambino dovrà vivere, oppure no, tenerlo, oppure no.

PADRE LIVIO – Ma mi pare che in Olanda comunque la legge si avvicini a questo: parlo della legge sull’eutanasia infantile.

ANTONIO SOCCI – Purtroppo è ovvio che quella è la china verso cui si sta andando. Se tu ricordi i primi anni Settana, quando si cominciò a discutere del divorzio, eccetera… il tema dell’aborto era ancora un tema tabù. Io ricordo benissimo che anche nella cultura di sinistra il tema aborto era un tema che veniva rifiutato perché ricordava la Germania degli anni Trenta. Si diceva: «Di queste cose non parleremo mai…». Quanto passò? Pochissimi mesi. Tre anni dopo c’era già. Questa è una china, un piano inclinato nel quale non ci si ferma più. Un medico, il medico Leo Alexander, scrivendo della Germania degli anni Trenta, faceva notare che tutto cominciò con la soppressione dei disabili… Lo sai che dal ’39 al ’41 in Germania furono soppressi circa 70mila disabili…

PADRE LIVIO – Prima ancora che gli ebrei, insomma…

ANTONIO SOCCI – Esattamente. E addirittura il metodo che poi fu sperimentato su scala di massa con quell’orrore assoluto che fu la Shoah, fu in realtà concepito e inaugurato con i disabili: il metodo delle camere a gas. E le chiamavano “morti pietose”… Dovevano essere tolte di mezzo queste "vite imperfette", così come le chiamavano loro. Era il criterio di giudizio della cultura nazista a quel tempo in voga. Nei giorni scorsi guardavo una mostra organizzata dai ragazzi di Comunione e Liberazione, qua a Siena, sui giovani della “Rosa bianca”, questo gruppo di giovani cattolici di Monaco che si rese conto di ciò che stava accadendo in Germania, e che cominciò disperatamente a gridare, a urlare in giro il pericolo in cui la Germania si era messa… Ovviamente furono tutti fatti fuori dal regime. Io mi son chiesto spesso: ma che cosa avrei fatto io se fossi vissuto nella Germania degli anni Trenta? E mi son detto spesso: che responsabilità avremmo avuto? Io penso che noi, oggi, rispetto al mondo viviamo in una situazione analoga. Adesso non voglio fare paragoni per i quali poi molti si scandalizzano, ma è così! La cultura della quale siamo imbevuti, apparirà veramente, fra cento, duecento anni, qualcosa di aberrante e disumano. E fra cento, duecento anni, i nostri nipoti si chiederanno perché così pochi hanno alzato la loro voce! Perché hanno continuato a mangiare e bere, come facevano già ai tempi di Noè e ai tempi di Sodomia e Gomorra… allora tutti vivevano tranquillamente, beatamente nelle loro piccole cose, senza alzare lo sguardo, senza accorgersi. Oltretutto tu sai che la Chiesa viene accusata di non aver alzato la voce, negli anni Trenta. In realtà non è assolutamente così: ci furono vescovi, cardinali, in Germania, e lo stesso Papa con fior d’encicliche, che alzò la voce contro il ritorno del neopaganesimo… Chissà se un giorno non accuseranno la Chiesa di non aver alzato la voce anche oggi? Forse noi cattolici dovremmo tener presente quanto e se abbiamo seguito il grido di papi così grandi, come Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, o se li abbiamo lasciati da soli a gridare contro l’orrore! A dire: “Guardate che qua si gioca la partita decisiva!". E non è un caso che forse che questa vicenda della vita più indifesa, sia per quanto riguarda l’aborto che per quanto riguarda l’eutanasia, in qualche modo l’attacco è simultaneo. Contro la vita più indifesa, cioè, contro l’uomo, e simultaneamente contro la Chiesa. Contro la libertà della Chiesa, contro il diritto della Chiesa di alzare la sua voce, contro il diritto della Chiesa di testimoniare la dignità dell’uomo e di testimoniare l’amore di Dio. Non credo che sia un caso, perché siamo arrivati, come dire, all’essenziale, alla questione di fondo.

PADRE LIVIO – Certo. Senti, Antonio, tu hai scritto un capitolo che mi ha fatto molto pensare, e che ha per titolo “Meglio rospi che bambini”, a indicare la mentalità del nostro tempo, cioè la contraddizione anche della cultura dominante, per cui si proteggono le specie cge stanno per estinguersi, ma si è impietosi nei confronti dell’embrione. C’è insomma una menzogna incredibile, per cui si difende la vita animale, ma non si difende l’uomo.

ANTONIO SOCCI – Sì, ci tengo sottolineare che non solo non ho nulla contro gli animali, ma anzi, sono anch’essi parte del creato, ma fa impressione, ad ogni modo, una certa ideologia animalista. A parte il fatto che vorrei ricordare il primo regime “ecologista, animalista” è stato la Germania degli anni Trenta, che, per prima fece la legge per vietare gli esperimenti sugli animali, dopodiché li fecero sugli ebrei. Ma a me colpisce che ci siano delle legislazioni, per esempio in Francia, che proteggono le uova di rospo verde, eccetera, e li proteggono penalmente. Invece poi, anche con sentenze di tribunali, il bambino nel seno della madre è ritenuto un nulla. Sei anni fa, mi pare nel 1999, c’è stato un passo formale di un sottosegretario del governo italiano nei confronti della Cina, perché si era scoperto che là facevano degli esperimenti sugli orsi. La Cina è un paese dove, da più di vent’anni è in corso un vero e proprio genocidio: nell’81 fu varata questa legge per la pianificazione familiare. E là, non solo l’aborto è legali, ma obbligatorio! I dati che ha pubblicato il padre Cervelliera sono… Il regime si vanta di aver scongiurato la nascita di circa 300milioni di persone…

PADRE LIVIO – In particolare di bambine…

ANTONIO SOCCI – Appunto. Ci sono fior di reportage, non dell’Osservatore Romano, ma del Times e di giornali laici, che raccontano le scene di barbarie subite dalle donne da parte degli agenti delle politiche demografiche. Non solo le hanno costrette ad abortire e a sterilizzarsi in massa, ma addirittura hanno ammazzato bambini, perché c’è la politica del figlio unico. Una politica pazzesca, assolutamente criminale! Ecco, noi ci siamo andati a preoccupare che in Cina si torturassero gli orsi… Naturalmente siamo totalmente dalla parte degli orsi, per carità!, però, scusate, è pazzesco, no? E bisogna tener conto che questa politica cinese…

PADRE LIVIO – Che è stata lodata dalle organizzazioni internazionali …

ANTONIO SOCCI – È pazzesco, perché qua realmente non c’è discussione sulla donna… no, qui ci sono donne che sono state violentate, cioè costretta ad abortire e poi sterilizzate a forza. Capisci? Bambini che sono stati ammazzati subito dopo la nascita. Si sono costretti padri ad abbattere i figli per far vedere che il regime non tollerava che la famiglia avesse un figlio più del consentito. Perché lo Stato decide anche quanti figli si può o non si può avere. Beh, insomma, è qualcosa che avrebbe dovuto far inorridire il mondo! E invece così non è stato.

PADRE LIVIO – Senti Antonio, tu qui confuti la tesi secondo cui la pratica dell’aborto pubblico, farebbe diminuire gli aborti reali. Ma, a quanto pare invece, è vero il contrario.

ANTONIO SOCCI – Guarda, allora bisogna dire che ci sono un sacco di menzogne che andrebbero riviste. Tu ricorderai che influenza ebbe nell’approvazione della legge 194, la vicenda di Severo, e della Società Icmesa… Ecco, vi fu una campagna di stampa pazzesca! Ci fu addirittura qualche giornale che scrisse che le donne della zona dovevano essere obbligate ad abortire… si arrivò fino a questo. Le donne incinta della zona furono terrorizzate e fu prospettato loro la nascita di chissà che… in che condizioni… I cattolici – che invece invitavano alla calma, alla tranquillità, a valutare bene i rischi, che in realtà erano praticamente minimi – furono trattati quasi da terroristi. Ci furono delle povere donne, alcune decine che, sotto questa campagna di stampa terrorizzante, andarono ad abortire. Tutte le altre che invece proseguirono la maternità ebbero figli sani. Poi ci furono delle analisi di questi feti abortiti, in Germania, e si scoprì che erano tutti bambini sani. Ora, a prescindere dal fatto che anche l’eventuale malattia di un bambino non era assolutamente un motivo valido per sopprimerlo, nessuno ricorda questa menzogna e nessuno chiede conto a chi a quel tempo si pronunciò in un modo o nell’altro di quello che accadde. A me parve una cosa
enorme. E quella fu la porta… Sempre, attraverso la politica dei casi estremi, si è tentato di introdurre questo tipo di legislazioni. L’altra menzogna clamorosa è proprio questa: tu pensa che le prime proposte di legge per la legalizzazione dell’aborto parlavano di circa 2-3 milioni di aborti clandestini l’anno e 20mila donne all’anno che morivano a causa dell’aborto clandestino. Bisogna ricordarsele bene queste cifre…. Tieni conto che questa menzogna è andata così avanti, che non più tardi del 28 dicembre scorso, Marco Pannella, su La Repubblica, ancora parlava di milioni di aborti clandestini. Questa cosa qua è una plateale, clamorosa, incredibile menzogna! Perché, secondo studi statistici, con 3-4 milioni di aborti l’anno avrebbero significato che ogni donna feconda in Italia avrebbe dovuto avere nella vita almeno 8 aborti clandestini. Passiamo poi alle presunte 25mila presunte donne che sarebbero morte di aborto clandestino. Bene, io sono andato a vedere nell’annuario statistico del ’74 (ma è la stessa cosa nel 71, 72, 73): in quell’annuario statistico le donne in età feconda – cioè dai 15 ai 45 anni – decedute, in riferimento all’anno 1972, complessivamente, quindi ti tutte le malattie possibili e immaginabili, erano 15.116. di queste, quelle decedute per causa di gravidanza o parto, erano 409, e fra queste 409, quelle decedute per aborto clandestini erano ancora meno, cioè qualche decina.
Qui siamo di fronte a una menzogna di proporzioni colossali!

PADRE LIVIO – E favorita pure dai mass media

ANTONIO SOCCI – Esattamente! E che la proseguono. Tanto e vero che, fra l’altro, tieni conto che dopo l’approvazione della legge 194, nelle statistiche ufficiali non si nota nessunissima variazione sulla mortalità femminile. Capisci? La mortalità femminile in età feconda! Questo significa che obbiettivamente era una questione che non esisteva proprio. A parte il fatto che coloro che usarono propagandisticamente il tema della mortalità femminile nell’aborto clandestino – che non aveva le grandi dimensioni da loro fornite – sono del tutto indifferenti ai dati che sono venuti fuori di mortalità femminile in seguito all’uso della RU 486: questo non gli interessa per niente. Oppure la mortalità delle donne non aiutate dagli Organismi internazionali nel Terzo mondo, perché gli Organismi internazionali hanno da andare a finanziare le pratiche di sterilizzazione e dell’aborto di massa, quindi non possono aiutare la maternità. Per quelle 500mila donne non ci si preoccupa nessuno.
Tanto per dirti a che punto si arriva, recentemente, Daniele Capezzone, radicale… (perché poi i radicali sono maestri nell’inventarsi statistiche e dati totalmente campati in aria), ti ricordi l’anno scorso, quando dicevano che l’80% degli italiani erano a favore della abolizione della legge 40? E poi abbiamo visto quanti erano gli italiani… Bene, Capezzone recentemente diceva che l’introduzione della 194 ha fatto calare gli aborti clandestini del 79%… (risatina…).

PADRE LIVIO – Una cifra da giocare al lotto proprio…

ANTONIO SOCCI – Beh, esatto. Allora, se volessimo stare al gioco, prendiamo le loro cifre. Gli aborti clandestini erano da uno a tre milioni. Secondo loro ci sarebbe stata una diminuzione del 79%, quindi implicherebbe che oggi ne vengono ancora praticati da 210mila a 630mila. Ora noi sappiamo che invece gli aborti sono molto, molto meno. Terzo argomento. La 194 doveva spiantare la mala pianta dell’aborto clandestino… Benissimo, è dato ufficiale – l’ha scritto anche Chiara Valentini sull’Espresso due mesi fa e l’ha detto anche il ministro della Salute, che ci sono ancora oggi in Italia circa 20mila aborti clandestini. Quindi la legge 194 è totalmente fallita, da questo punto di vista. E tieni conto che questo dato riguarda anche tutti gli altri paesi: anche in tutti gli altri paesi la legalizzazione dell’aborto non ha portato alla scomparsa dell’aborto clandestino.

PADRE LIVIO – Caso mai ha incrementato l’aborto in generale…

ANTONIO SOCCI – Ecco, esattamente, si, ha incrementato l’aborto. Innanzitutto perché, se ci ragioniamo lucidamente, se ci liberiamo da questa cappa oppressiva di propaganda, qualunque persona di buon senso può capire che se tu legalizzi un fenomeno, è ovvio che quel fenomeno si espande, no? Ci arriva chiunque. Qualsiasi persona di buon senso! Comunque ci sono dei fenomeni sociologici che ha citato il nostro bravissimo Mario Palmaro, studi fatti da ricercatori dall’Università di Trento, Emilio Guis e Donatella Calandra, da cui si evince… – il loro libro è “Maternità negata” – bene, hanno scoperto che il 32% delle donne che hanno abortito non l’avrebbe fatto se non ci fosse stata la legge 94 a permetterlo. Capisci? Quindi è ovvio che la legalizzazione ha fatto aumentare gli aborti. Poi qui si cita un fatto, un fenomeno. Tu sai che l’andamento degli aborti legali in Italia è stato di questo tipo: i primi tre anni aumento fino a 240mila. Poi è sceso. Oggi siamo circa su 130mila aborti l’anno, e solo negli ultimi anni è cresciuto di alcune migliaia. Complessivamente in Italia sono stati fatti in 20 anni 4milioni e 350mila aborti…

PADRE LIVIO – Ripeti la cifra… a me ha fatto impressione: da quando c'è la legge noi abbiamo fatto fuori legalmente 4.350.000 futuri italiani, eliminati con la 194.

ANTONIO SOCCI – E tieni conto che il nostro è un paese che ha di fronte il baratro demografico, che vuol dire il dissesto sociale e il dissesto economico… Nell’arco di pochi anni vedremo a cosa porta questo invecchiamento progressivo della popolazione. Quindi questo aver finanziato, anziché politiche familiari, il sostegno alla maternità, avrà delle conseguenze disastrose. Ma allora, se il trend degli aborti chirurgici negli ultimi anni è andato diminuendo, bisogna mettere in guardia contro un’altra menzogna imperante, perché l’aborto chirurgico non è l’unica forma di aborto, ci sono anche molti aborti farmacologici che non vengono conteggiati (come la pillola del giorno dopo e la spirale) e che riguardano purtroppo migliaia di persone. Quindi, se dovessimo mettere tutto nel conto saremmo molto oltre. Tieni conto che comunque dire quelle cifre, 4.350.000 aborti clinici, vuol dire una gravidanza su quattro. Quindi è comunque una sconfitta e c’è poco da cantar vittoria. Ma secondariamente vediamo un attimo questo principio. Se fosse vero che legalizzare l’aborto porta a una diminuzione degli aborti praticati, dovrebbe essere vero in tutti i paesi. Mentre invece, cosa accade? Accade che in tutti gli altri paesi europei statisticamente è vero il contrario. È uscito recentemente un articolo su Le Monde, in cui si diceva: «Beh, qua siamo di fronte a una sconfitta». Perché in Francia l’aborto è stato legalizzato prima che da noi. Ed era stato introdotto per sconfiggere quello clandestino e far diminuire gli aborti in genere. E invece gli aborti clandestini ci sono ancora e gli aborti clinici non sono affatto diminuiti, anzi, son sempre quelli, se non aumentati. Allora che cosa accade? Ci si trova di fronte a un fenomeno che esiste solo in Italia. E come si spiega questo fenomeno? Molto semplicemente.
L’Italia è un caso particolare, proprio dal punto di vista sociologico, in tutta l’Europa, perché è un paese in cui l’influenza della Chiesa, e in particolare del pontificato di Giovanni Paolo II, è stato più forte rispetto ad altri paesi. È un paese in cui tutte le ricerche sociologiche, dal 1981 fino al 2000 – vedere il libro di Loredana Sciolla, “La sfida dei valori” – confermano che c’è una crescita del giudizio moralmente negativo sull’aborto. Cioè, paradossalmente la maggioranza degli italiani ritiene l’aborto una cosa negativa dal punto di vista morale. Quindi, se in Italia c’è stata una diminuzione degli aborti clinici, questa è dovuta al fatto che ha influito sulle coscienze l’insegnamento della Chiesa. Capisci? Questo vuol dire che l’aborto non diminuisce se tu lo legalizzi, ma se qualcuno fa aprire le coscienze al valore della vita.
Questo è confermato anche dall’altro argomento. L’altro argomento è: «Eh, ci sono gli aborti perché in Italia c’è poca cultura contraccettiva a causa della Chiesa che si oppone alla pillola…» ecc. ecc. sappiamo bene qual è il ragionamento. Anche su questo i dati hanno dimostrato esattamente il contrario. Ci sono stati alcuni articoli usciti su Il Foglio, interessantissimi, che hanno dimostrato che non è affatto vero che in Italia non è diffusa la cultura contraccettiva, perché viene propagandato il preservativo e la pillola a ogni piè sospinto. Dalle scuole, con i fumetti di Lupo Alberto, fino ai distributori automatici. Quindi non è assolutamente vero!… Distribuiscono i profilattici perfino coi giornaletti degli adolescenti… Ma è vero il contrario!
È vero che nei paesi, tipo l’Inghilterra, dove tutte queste campagne contraccettive sono ancora più di massa, gli aborti, non solo non sono diminuiti, ma sono aumentati, e persino fra i minorenni! Addirittura fra dodici e tredicenni. Questo significa che la cultura contraccettiva, come è stato scritto sul Foglio, cresce simultaneamente con la pratica dell’aborto. E ciò significa che gli aborti diminuiscono solo quando si diffonde una cultura della vita. E non è un caso l’anomalia italiana: l’anomalia italiana è dovuta all’influenza che la Chiesa ha sulle coscienze, che appunto sappiamo che non è un’influenza coercitiva bensì illuminativa. Questa è una cosa che dovrebbe far riflettere. E c’è un altro caso analogo: la Slovacchia, che è un paese che, dopo la caduta del comunismo, ha avuto una rinascita cristiana ha inciso molto nella coscienza e addirittura nella costituzione c’è il riconoscimento della vita fin dal concepimento. E lì c’è stato un crollo verticale degli aborti praticati, fra il periodo comunista e quello attuale. Ma proprio un crollo! Non perché qualcuno ha impedito alle donne di abortire, ma perché è cresciuta la sensibilità verso il valore della vita.

PADRE LIVIO – Perché infatti la cultura contraccettiva fa sì che uno usi l’aborto come un contraccettivo, in fondo.

ANTONIO SOCCI – Ma soprattutto il punto vero è che uno deve capire di che cosa stiamo parlando. Deve capire che stiamo parlando di una vita umana, da sopprimere oppure no! Capisci? Una cultura che elude completamente questa questione, e cioè il valore della vita, il diritto che noi abbiamo di questo arbitrio su un’altra vita umana… quando tu eludi questa faccenda, l’aborto diventa come il togliersi un dente… E questa è una cosa evidente. Ma questo ce lo dovrebbe dire anche il buon senso. Comunque io trovo che sia impressionante questa anomalia italiana, perché dai mass media non emerge. Emerge quando accadono fatti clamorosi come e stato il referendum dello scorso anno. La Chiesa, da sola, sola contro quasi tutti i partiti, contro tutti i mass media, giornali e televisioni, accusata da tutti e perfino minacciata… ti ricordi? Si paventò persino l’arresto dei parroci se avessero osato ripetere in Chiesa ciò che aveva detto il cardinale Ruini… da sola ha saputo esprimere il sentimento del 75% degli italiani. Certamente è una cifra molto, molto superiore a quella dei cattolici praticanti, ma questo dice che la Chiesa ha saputo influenzare le coscienze, anche di persone che non sono praticanti e che non vanno in Chiesa di domenica. E questo perché ha saputo toccare corde che il cuore nostro sente come più umane, più vere, più autentiche.
E non a caso, il risultato dell’anno scorso ha provocato un terremoto nel mondo laico che ha in mano i mass media. Non solo perché è nato un fronte dichiaratamente anticlericale e che ha fatto come propria bandiera la battaglia contro la Chiesa, contro il Concordato, contro l’8 per mille, e la battaglia sui pacs che è puramente ideologica: si tratta della Rosa nel Pugno. Basta vedere l’insuccesso dei registri per le unioni civili. Questo dice che la battaglia sui pacs è puramente ideologica. Si cerca semplicemente di demolire l’autorità della Chiesa, di punire la Chiesa, di ridurla all’insignificanza, anche in Italia, così come in Europa. Cioè, non si accetta e non si sopporta che in Italia la Chiesa abbia un’influenza sulle coscienze. Non un potere, perché la Chiesa di potere ne ha ben poco, ma un’influenza sulle coscienze che non ha negli altri paesi d’Europa.

PADRE LIVIO – È giusta questa idea. Tu sostieni, con cifre molto eloquenti, che rispetto agli altri paesi europei, in Italia, come del resto negli Stati Uniti, è in atto un rinascimento religioso.

La sfida dei valori

Loredana Sciolla
LA SFIDA DEI VALORI
Rispetto delle regole e rispetto dei diritti in Italia
Il Mulino – 2004

Questo volume esplora le trasformazioni avvenute nel nostro tessuto civico e valoriale nel corso degli ultimi vent'anni, mettendole a confronto con quanto si può osservare in altri paesi occidentali (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Spagna). Le distanze appaiono oggi accorciate: mentre l'Italia è cresciuta rapidamente, gli altri paesi sono cresciuti di meno o non sono cresciuti affatto. In controtendenza rispetto agli altri paesi, tuttavia, i valori degli italiani tendono ad essere più tradizionalisti e convenzionali, meno secolarizzati e più dogmatici.

ANTONIO SOCCI – Guarda, ci sono studi fatti da sociologi, soprattutto laici. Quindi non è una campagna del Vaticano. Se qualcuno vuole documentarsi basta che legga il libro "La sfida dei valori" di Loredana Sciolla, della editrice Il Mulino, che è una specie di sinossi di tutte le indagini sociologiche fatte in Italia dal 1981 al 2000, ma confermate anche da tutte le rilevazioni, persino ultima quella dell’Eurispes e quella di Repubblica, fatta un anno fa, nella quale ci sono dati impressionanti, persino per quanto riguarda l’aborto, da cui emergeva appunto che la maggioranza degli italiani ritiene moralmente negativo l’aborto. E fra l’altro gli italiani hanno un’idea sbagliata della 194, perché pensano che la 194… sono riusciti a far loro pensare che la 194 consenta l’aborto solo in casi estremi. Invece non è così! Insomma, queste ricerche dimostrano che c’è un trend permanente che, non a caso, inizia col pontificato di Giovanni Paolo II, perché è il pontificato di quel papa che ha fatto ritrovare a una Chiesa smarrita, confusa e subalterna alle ideologie del mondo, come è avvenuto negli anni Settanta. Ha fatto ritrovare sé stessa, la propria fede, la propria identità e ha influenzato un’intera generazione. Io appartengo alla generazione di Papa Giovanni Paolo II, e la mia generazione con questo papa ha scoperto in maniera speciale il fascino di Gesù Cristo. Pensa che la percentuale di coloro che si dicono non credenti è crollata dal 17 al 5%, ancora di più fra i giovani. Sono dati che sono totalmente in controtendenza rispetto agli altri paesi europei. Solo negli Stati Uniti c’è una religiosità così forte e di massa, dove almeno il 80% partecipa si riti religiosi domenicali e che dicono di pregare almeno una volta al giorno. È una cosa impressionante perché i mass media rappresentano un’Italia che è totalmente diversa.

PADRE LIVIO – Il 5% di non credenti ha in mano tutto, in pratica...

ANTONIO SOCCI – Eh, sì. C ’è la generazione sostanzialmente sessantottina che oggi ha in mano i mass media e che si autorappresenta. Poi vedi cosa succede all’ultimo referendum, e ti chiedi: “Come è possibile se il novanta per cento dei giornali è dall’altra parte?" E non c’è nessuno che ha fatto l’autocritica e il giorno dopo ha detto: “No, scusate, qui c’è qualcosa che non va, noi stiamo facendo giornali che se la cantano e se la suonano e che invece di raccontare l'Italia così com'è raccontano l'italia così come noi la vorremmo». No, non c’è nessuno. Si è tentato immediatamente di chiudere l’incidente…Tu pensa per quanti anni hanno cantato vittoria per la vittoria nel referendum per il divorzio e l’aborto dicendoci: “Ah, l’Italia è laica…". Su questo assolutamente niente, anzi… addirittura già oggi ci sono progetti di legge che parlano già di cambiare comunque la legge 40 infischiandosene del risultato del referendum. Insomma, è impressionante questa cosa. Certamente il risultato del referendum, essendo un referendum riguardante il valore della vita umana, dice che c'è un ripensamento fortissimo in atto rispetto agli anni Settanta anche sulla questione dell'aborto.

PADRE LIVIO – L’Italia è dunque un paese che sta crescendo spiritualmente e moralmente, ma vale la pena spendere qualche parola per tutti coloro che hanno lavorato per salvare le vite umane in questi decenni.

ANTONIO SOCCI – Il primo che dobbiamo ringraziare è papa Giovanni Paolo II, che per anni ed anni ha insistito così tanto sul valore della vita umana ed ha aperto una breccia nelle coscienza degli uomini. Credo che anche Radio Maria sia una di quelle realtà che sull'onda aperta dal papa ha veramente aiutato a scavare nelle coscienze a livello di massa compiendo un'opera straordinaria. Certamente un'opera straordinaria è stata fatta dai centri di Aiuto alla Vita e dalla Caritas che in questi trent'anni hanno poerato. Si tratta di un popolo silenzioso e bistrattato sui giornali e dai politici. Come non ricordare il disprezzo con cui si parlava dei CAV dicendo che non si doveva permettere il loro accesso ai Consultori, parlandone come si parlerebbe per dei pazzi fanatici, quando invece si tratta di gente generosissima che nel silenzio e nell'abnegazione nel corso degli anni hanno continuato a donare tempo, loro energie, case e denaro per aiutare le povere donne che si trovano in difficoltà. Donne che chiedevano soltanto di essere aiutate ad essere veramente libere, perché non c'è una contrapposizione tra chi è per la vita e chi per la libera scelta. Gli unici che sono veramente per la libera scelta sono coloro che si battono per la vita perché una donna, se è veramente libera di scegliere e non è condizionata dal ricatto sociale, dalla solitudine, ecc. certamente sceglie per la vita. Una donna sceglie di abortire solamente quando è costretta e dunque non è più libera. Perciò, il vero movimento per la libera scelta è il Movimento per la Vita e chi si batte per aiutare le donne. Perché, come diceva una ginecologa, che fra l’altro era una che ha praticato molti aborti, in un’intervista bellissima a Lorenzetto, nella quale dichiara che dopo tanti anni ha scelto l’obiezione di coscienza. Ha detto: «Io non ho mai conosciuto una donna che si sia pentita di aver tenuto un figlio». Mentre sono migliaia le donne che – poverine – si portano addosso, non solo le ferite fisiche dell’aborto, e questo è uno degli aspetti sui quali si è glissato allegramente: l'aborto è devastante dal punto di vista fisico, anche per le sue conseguenze. L'aborto può provocare anche la sterilità, per cui si ricorre poi alla fecondazione artificiale, ma lascia anche gravi ferite psicologiche. Ci sono degli studi drammatici sulle conseguenze psicologiche sulle donne, rappresentate dalla ferita dell’aborto. Tu pensa che ai numeri verdi dei CAV si rivolgono non solo donne che stanno per decidere se abortire o no, ma donne che hanno gia abortito e che vogliono essere aiutate a superare un trauma che non riescono a superare. Io credo che siano migliaia le donne che sono riuscite a trovare conforto soltanto spandendo fiumi di lacrime nei confessionali. Perché alla fine l’unico modo per superare un trauma simile è soltanto l’abbraccio della misericordia di Dio. Io penso che solo i confessori sappiano quanto dolore hanno dovuto abbracciare e sostenere, di queste povere donne che sono state lasciate sole con questo dramma e che poi si sono trovate con questo peso immenso su sé stesse e sulla loro coscienza.

PADRE LIVIO – Sicuro, è proprio così. Antonio, però tu hai un capitolo molto bello perché dà molta speranza. Intanto abbiamo visto che un segno di speranza è il Movimento per la Vita con il suo aiuto alla maternità. Ci auguriamo che anche lo Stato applichi la legge 194, dove si parla di “aiuto alla maternità”. Però tu hai un bellissimo capitolo nel quale parli di femministe pentite, che mi ha molto colpito.

ANTONIO SOCCI – In realtà questo è un fenomeno sotterraneo che poi è emerso anche in Italia. Si tratta di femministe che, trent’anni dopo l’approvazione della legge sull’aborto, riflettono su questa cosa. E recentemente è uscito un saggio di Anna Bravo, che è una storica di sinistra, femminista, pubblicata anche su La Repubblica, in cui veniva esplicitamente messa a tema questa cosa. Beh, lei diceva: «Noi abbiamo continuato a dire “noi”, però non abbiamo mai messo a tema il dolore del feto». Questo è un fenomeno che si sta espandendo anche in America. Tu pensa – per esempio – che Ilary Clinton, che era in passato aveva avuto posizioni abortiste, fra l’altro suo marito era stato devastante da questo punto di vista, nella legislazione americana, la Illary Clinton, che pare voler correre per l’elezione a presidente degli USA, lo scorso anno disse: «Io voglio arrivare a un punto in cui non si fanno più aborti». Penso che ne sia convinta, io non voglio fare un processo alle intenzioni, ma lo fa anche perché sa di intercettare uno stato d’animo molto diffuso anche fra le donne.
Nel mio libro si riportano alcune interviste che sono uscite in questi anni e nei mesi scorsi, veramente impressionanti. Stefano Lorenzetto, su il Giornale, ha intervistato una ginecologa di un ospedale del nord, che dopo aver praticato migliaia di aborti, alla fine ha deciso di fare l’obiezione di coscienza, perché, sostanzialmente ha detto: «io non riuscivo più a dormire». E tieni conto che è una persona che tuttora dice di essere favorevole alla 194. Però andate a leggervi quello che dice questa donna che gli aborti li ha veramente fatti. Una donna di sinistra, che non ha gli scrupoli di questi “oscurantisti” cattolici. Sai, però quando tu perdi la pace del cuore ci perdi il sonno… beh, qualcosa vorrà dire? Non credo che chi pratica l’appendicite o toglie i denti, perda il sonno, no?

PADRE LIVIO – In prospettiva, Antonio, qui abbiamo un mondo dove in pratica c’è la dittatura della menzogna e la dittatura della violenza. Ecco, tu finisci il libro con una pagina bellissima. Quali prospettive di speranza offri per tutti quelli che si vogliono impegnare?

ANTONIO SOCCI – Penso che il grande, immenso movimento per la vita che esiste nel mondo si chiama Chiesa cattolica, apostolica, romana. Dico questo perché è la Chiesa che ci apre veramente gli occhi sulla grandezza della vita, sul valore della vita, tanto più della vita ammalata, della vita sofferente. Perché, se il Dio del cielo e della Terra è venuto, non solo si è fatto uomo e si è annichilito nella sua avventura umana, ma addirittura è venuto a morire per me, per ciascuno di noi… beh, penso che non esista essere umano che possa ritenere la propria vita inutile o non degna di essere vissuta. Dio è persona, si è fatto uomo ed è venuto a morire per te! Cioè, anche i capelli del tuo capo hanno un valore inestimabile… perciò penso che l’annuncio cristiano sia il più grande inno alla vita e alla dignità di ogni essere umano che sia mai risuonato sulla faccia della Terra. E poi è la Chiesa che ci apre gli occhi, ci apre le coscienze, che ci mette dentro questa febbre di vita, che ci fa desiderare di aiutare i più piccoli, i più indifesi, quelli che non hanno voce. E sostanzialmente la Chiesa è l’alveo in cui sono nate tutte le iniziative a favore della vita. E anche l’immensa preghiera a favore della vita…
Pensa che ho scoperto che c’è un monastero di suore carmelitane, in Romagna, che si dedicano soltanto alla preghiera per la difesa della vita: è una cosa bellissima! Penso anche che la Chiesa sia l’unico luogo dove le donne che hanno subìto questa terribile violenza, che è innanzitutto una violenza fatta a loro, possono trovare pace. Qualunque cosa chiunque di noi abbia fatto o abbia subìto, qualunque violenza o qualunque peccato abbia commesso, la Chiesa è l’unico luogo dove tutto questo viene salvato e abbracciato, e, come dice il padre Laurentin, parlando di Medjugorje: «Dalle piaghe gloriose di Cristo, di cui parla la Chiesa… ecco, à lì l’unico luogo dove si trova pace!». Per questo il Papa, nell’Evengelium vitae, Giovanni Paolo II dice che: «Soprattutto le donne, e le donne che hanno vissuto la tragedia dell’aborto, saranno le testimoni della vita, nel mondo! Sono in particolare loro ad essere chiamate dal Signore a testimoniare il valore della vita!». Penso che ci sia chiesto innanzitutto di convertirci. Penso che questa Presenza sia l’unica che si oppone alla disumanizzazione del mondo, perché tutti noi siamo un po' disumani, no?

PADRE LIVIO – Antonio, quello che mi ha molto colpito, è che di fronte a questa immane tragedia dell’umanità, tu concludi con le parole della speranza. E mi ha molto colpito l’ultimo capitolo intitolato “L’impostore di Nazareth”, dove dici in pratica che il nostro atteggiamento di compassione, di rispetto per la vita, sono stati introdotti nel mondo dal cristianesimo e che adesso c’è un ritorno al paganesimo e quindi alla spietatezza, alla mancanza di rispetto, alla mancanza di amore. In pratica l’aborto sarebbe un segnale della cristianizzazione della nostra società.

ANTONIO SOCCI – Io penso che sia il segnale di un grande scontro fra gli “dei del sangue”, che, secondo la tradizione cristiana dei primi secoli erano i demoni, quegli dei del sangue che hanno dominato la storia umana fino a quel giorno di 2000 anni fa, quando Dio si è fatto uomo nel seno della Vergine Maria… Fra gli dei del sangue e il Dio, che col suo sangue ci ha ricomprato! Perché in quel capitolo di cui parlavi, io citavo una pagina di Peter Singer, un bioeticista che insegna a Princeton, che va per la maggiore e che sostiene tesi pazzesche. Egli diceva, e devo dire che su questo ha perfettamente ragione: «Guardate che sto dicendo delle cose che sono sempre esistite nella storia dell’umanità. Perché ai tempi dei Greci e dei Romani troviamo che l’appartenenza alla specie dell’homo sapiens non era sufficiente a garantire la protezione della vita. Non c’era rispetto per le vite degli schiavi e degli altri barbari. E anche fra gli stessi Greci e gli stessi Romani, i neonati non avevano un automatico diritto alla vita. I neonati deformi venivano uccisi esponendoli alle intemperie sulla cima della collina. Platone e Aristotele pensavano che lo Stato dovesse imporre l’uccisione dei neonati deformi. I tanto celebrati codici legislativi, attribuiti a Licurgo e Solone, contenevano disposizioni analoghe». Quindi, dice Singer, io sto dicendo cose che sono assolutamente tipiche di tutte le civiltà. «Certo – dice lui, qual è l’anomalia? – l’anomalia insorge, i nostri atteggiamenti attuali, datano dal sorgere del cristianesimo».
È esattamente così! Ma devo dire che persino i più atroci nemici della Chiesa, per esempio Friedrich Nietzsche, il più grande e dichiarato nemico di Cristo, dice: «L’individuo fu tenuto dal cristianesimo così importante, posto in modo così assoluto, che non lo si poté più sacrificare».

PADRE LIVIO – Ma la specie – dice lui – sussiste solo grazie ai sacrifici umani…

ANTONIO SOCCI – Ed è così, perché se tu pensi a come sono prosperati i regni e gli imperi… Non erano sacrifici umani il sistema della schiavitù che sosteneva l’economia? Queste masse di persone mandate a crepare e a morire per lo spirito di conquista di questo re, o dell’imperatore? Per poi non parlare delle religioni pagane, letteralmente basate sui sacrifici umani. Tu sai che quando gli spagnoli arrivarono in Centro America, la prima cosa che fece Cortez fu quella di proibire tutti i sacrifici umani, nei quali veniva estratto il cuore di queste vittime, schiavi, per sacrificarle al dio. Bene, in cima a questa piramide dove venivano massacrate le vittime, fece porre l’icona della Vergine Maria col Bambino.
Tieni conto che fra l’altro è impressionante in questa cosa qua il fatto che Gesù sia la vittima che è venuta a porre fine a tutti i sacrifici umani. Perché veramente «la storia umana è una macelleria», come diceva Hegel. Ed è impressionante che la Rivelazione progressiva che il Dio della Bibbia ha fatto di sé, che poi trova la sua definitiva Rivelazione con Gesù, è iniziata così a partire da Abramo:, la prima cosa che dice l’unico vero Dio esistente, è che non vuole sacrifici umani! È pazzesco, perché tutto sommato ciò che era stato chiesto ad Abramo non era altro che ciò che veniva praticato da tutti i culti religiosi. E la prima cosa che Dio rivela di sé – l’unico vero Dio, il Creatore del cielo e della Terra – è che Dio non vuole il sacrificio dell’uomo bensì la sua salvezza! È impressionante vedere come il primo connotato con cui si rivela sia questo, e che poi la Sua rivelazione definitiva sia che Lui stesso viene sulla terra a sacrificarsi per la salvezza degli uomini.

PADRE LIVIO – E che proibisce a Caino di uccidere il fratello Abele. Dio interviene per frenare la violenza omicida dell’uomo. Senti, Antonio, tu finisci con un riferimento a Medjugorje, dove la Madonna, come sappiamo, non ha mai fatto riferimento preciso a dei peccati concreti, però dell’aborto ha detto che è un grave peccato e che i bambini abortiti sono come angeli in cielo. Poi ha anche detto che chi pratica l’aborto ne risponderà a Dio. Ma nel medesimo tempo c’è anche un episodio bellissimo che desidererei che tu leggessi e che vogliamo dedicare a tutte quelle donne – e sono tantissime – che hanno abortito, e che sanno quale ferita lancinante sia rimasta nella loro anima, perché sia di grande consolazione per loro.

ANTONIO SOCCI – Si, è tratta da uno dei libri di P. Laurentin, dedicato a Medjugorje, e che dice così: «Una donna profondamente ferita venne a trovare Marija Pavlovic, e le dice: “Vengo da te perché non ho il coraggio di andare da un prete. Non oso confessarmi. Ho abortito otto volte, e ho paura che il prete si arrabbi con me e mi cacci dal confessionale, ma penso che tu possa fare qualcosa. Puoi chiedere alla Santa Vergine di aiutarmi. Non riesco più a dormire. Sono depressa. Ho tanti disturbi e soffro terribilmente. Tu capisci, mio marito era talmente contrario alla vita… avevamo molti mezzi, ma ora non posso più avere figli. Puoi confidare tutto questo alla Madonna?”.
Marija, che si è sempre mostrata attiva nel fare amare e proteggere la vita, ascolta quella donna con amore, e la sera stessa la affida alla Vergine. Allora la Madonna ci ha sconvolto ancora una volta con la straordinaria speranza che sa infondere in noi suoi figli, soprattutto quando tutto sembra umanamente impossibile. Infatti la Madonna rispose a Marija: "Ora sarà lei a portare la vita per aiutare gli altri". Infatti la donna si riconciliò con Dio, si confessò, e il suo cuore venne così trasformato, che oggi testimonia con forza la guarigione di tutta se stessa, ottenuta per la misericordia di Dio. Ora prova una gran gioia di vivere e fa un gran bene con la sua testimonianza che ha già incoraggiato molte madri a tenere il bambino che aspettano. È in questo modo che Maria desidera agire in ognuno di noi. Delle nostre ferite di morte vuole fare fonti di vita. Se solo noi offriremo a Gesù tutto il male che ci si è accumulato dentro, Lui ci guarirà attraverso le sue piaghe eternamente gloriose».

PADRE LIVIO – Molto bello! E così, solo così, il mondo sarà salvo. Quindi è una luce di speranza davanti a noi!

ANTONIO SOCCI – Posso dire che sono rimasto impressionato nel vedere come queste parole della Madonna sono praticamente le stesse papa Giovanni Paolo II aveva usato nell’Evengelium vitae rivolgendosi alle donne che avevano abortito. È impressionante la tenerezza con cui il Papa parla loro. Anche la consolazione che dà loro dicendo che “i vostri bambini sono accanto al Signore”. E poi dice: «Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento e non abbandonate la speranza. Sappiate comprendere piuttosto ciò che si è verificato e interpretatelo nella sua giusta verità. Se ancora non l’avete fatto, apriteli con umiltà e fiducia al pentimento. Il Padre di ogni misericordia vi aspetta per offrirvi il suo perdono e la sua pace nel sacramento della Riconciliazione. Vi accorgerete che nulla è perduto. E potrete chiedere perdono anche al vostro bambino, che ora vive nel Signore. Aiutate dal consiglio e dalla vicinanza di persone amiche e competenti, potrete essere, con la vostra sofferta testimonianza, tra i più eloquenti difensori del diritto alla vita di tutti!». Esattamente le stesse parole che ha detto la Madonna!

PADRE LIVIO – Sì, normalmente, anche oggi, il Papa e la Madonna dicono le medesime cose, e questo per noi è un grande segno. Bene, Antonio, io mi complimento con te per questo bellissimo libro. Un libro controcorrente, un libro che fa pensare. Un libro grandissimo anche sotto il profilo del valore civile. Sono quei libri che creano il futuro, questi, e che indicano anche gli obbiettivi della testimonianza e del combattimento spirituale. Ora però lascio a te la conclusione.

ANTONIO SOCCI – Mi metti in imbarazzo… Mah, penso che ognuno di noi fa nel suo ambito qualcosa, e Radio Maria fa un’opera immensa! Personalmente col mio lavoro tento di fare questa grande opera che la Chiesa ci invita a fare, innanzitutto l’opera della nostra conversione e contemporaneamente della testimonianza di Cristo. Io penso che tutti, ciascuno nel suo piccolo… non importa fare cose immense come Radio Maria, o avere a disposizione i giornali. Ma tutti, nel loro piccolo, possono fare cose grandissime. Innanzitutto anche semplicemente con la preghiera che, come sappiamo, è l’opera più grande, più immensa, e che più influisce sulla storia umana. E, come dicevo sabato scorso nel mio programma mensile, secondo me bisogna che prenda forma realmente un popolo cristiano, un movimento di padri e di madri che non lasci soli i nostri pastori, che non lasci solo la Chiesa, ma che faccia vedere un popolo che si batte per la vita e che testimonia Cristo! Ti ripeto: un popolo di padri e di madri, di figli e di genitori, che con coraggio, dagli ambienti di lavoro, alla scuola, dovunque, testimonia Gesù Cristo e testimonia il suo amore per l’uomo. Questa è la cosa su cui secondo me dovremmo impegnarci di più!

PADRE LIVIO – Ti ringrazio di cuore anche a nome di tutti gli ascoltatori, Antonio, e continuiamo nella buona battaglia!

 

 

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