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ABORTO

Aborti selettivi

10 milioni di bimbe uccise in India. La tradizione che privilegia la nascita di figli maschi continua a mietere vittime: ogni anno eliminati 500mila feti femminili. Più aborti trale donne istruite.

(da "Avvenire" del 10/1/2006)

Se è una femmina, abortiscono. Succede da sempre, in India, e si sapeva: un maschio è preferito perché trasmette il nome, diventa fonte di guadagno e può occuparsi dei genitori quando invecchiano, mentre la femmina è destinata a lasciare la famiglia e soprattutto costa per via della dote di nozze. Quel che non si conosceva, invece, sono le dimensioni del fenomeno. Ci ha pensato un team di ricercatori che ha analizzato i dati relativi a 1,1 milioni di famiglie indiane, pari a circa sei milioni di persone, ed è giunto a una conclusione choccante: gli aborti selettivi potrebbero essere la causa in India della mancata nascita di 10 milioni di femmine negli ultimi vent' anni. Lo studio, che è stato pubblicato on-line dalla rivista medica britannica Lancet, è stato realizzato da due indiani: Prabhat Jha, un ricercatore che prima lavorava con la Banca mondiale e ora è al St. Michel Hospital, dell'Univerità di Toronto, in Canada, e da Rajesh Rumar, del Post graduate institute of medical education and research di Chandhigar, nello Stato del Punjab.

«Eliminate ogni anno 500mila piccole»

In base alle statistiche, gli analisti ritengono che nel 1997 sarebbero dovute nascere fra 13,6 e 13,8 milioni di bambine; ne sono nate invece 13,1 milioni. E se nella maggior parte dei Paesi del mondo la popolazione femminile alla nascita è maggiore di quella maschile, nel 2001, per ogni 1.000 maschi nati in India, sono state partorite solo 933 bambine. Soppesando la pratica dell'aborto selettivo, i ricercatori hanno quindi calcolato che ogni anno mediamente sono state eliminate 500mila future bambine e che, considerando questa pratica in uso all'incirca da quando è possibile vedere il sesso del nascituro (in India da vent'anni) in tutto finora almeno 10 milioni di bambine sono state uccise prima di nascere. Inoltre è emerso che il sesso del primo figlio diventa fattore determinante nella decisione di una coppia se abortire o meno un feto femmina: se il primo figlio è una bambina, meno femmine nascono come secondo o terzo figlio. I ricercatori sono rimasti sorpresi dal fatto che il numero di aborti è il doppio tra i genitori istruiti rispetto a quelli analfabeti e che non varia a seconda dell'appartenenza religiosa.

Pratica illegale dal 1994 ma dilagante

Determinare il sesso del feto e abortire sulle base del sesso del feto è illegale in India dal 1994, ma, secondo gli specialisti, ci sono prove di un dilagante ricorso all'aborto per i feti femmine.

L'impatto dello squilibrio demografico

Finora le campagne di sensibilizzazione tra le famiglie e il divieto di esami prenatali per determinare il sesso del nascituro si sono rivelati inefficaci. Nelle zone rurali, ma anche nei centri urbani, la tradizione sembra intoccabile. Secondo Jha, il forte squilibrio demografico avrà un preoccupante impatto sulla società indiana nei prossimi anni. In particolare, la carenza di mogli costringerà molti uomini a rimanere celibi, provocando tensioni sociali e anche un'esplosione di casi di Aids.

Una piaga mondiale. L'allarme in Cina

L'India non è il solo Paese a soffrire di questa piaga sociale. Anche la Cina, a causa della politica del figlio unico e della pratica comune dell'aborto selettivo, si ritrova ora con 40 milioni di single maschi. Quali potrebbero essere i rimedi? Secondo Rumar, il primo passo è quello di creare un'indagine nazionale per accertare con precisione e nel lungo periodo le nascite e morti. (R.E.)

 

 

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