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TESTIMONI
Don Giosy Cento
"Il prete che canta"
La gioia di cantare la fede per tutte le strade del mondo
(dall'Osservatore Romano del 6/10/2007)

Don Giosy Cento |
Benedetto XVI lo ha guardalo dritto negli occhi e Io ha incoraggiato a stare accanto ai giovani: Don Giosy Cento ha chinato il capo e, nelle mani del Papa, ha rinnovato il «sì» della sua missione di sacerdote che, attraverso le canzoni e gli incontri che suscita questa particolare forma di espressione, non si stanca mai di annunciare e testimoniare Cristo lungo le strade, nelle piazze, negli oratori, nelle parrocchie, negli stadi. Ovunque. (...)
Da oltre 35 anni questo sacerdote incide dischi e attraversa l'Italia (e non solo) con lo stile del menestrello medievale. Va in giro, nelle chiese, per le strade e nelle piazze, a raccontare storie di uomini e di donne del nostro tempo. E in ognuna di queste storie carnali di vita quotidiana si nasconde per essere riconosciuta la Storia di una Persona. Giosy, il prete Giosy, è innamorato di questa Persona Viva il cui nome è Gesù. Senza di Lui qui parleremmo di nulla. È la lede in Gesù che Giosy comunica con le sue canzoni, con la sua vira sacerdotale. È di Gesù che si unisce per parlare con Giosy anche se inizi a discutere di musica.
Le cifre sono impressionanti: oltre 1.000 canzoni quasi 3.000 concerti. Un numero incalcolabile di chilometri percorsi e di persone incontrate. Il suo nome è singolare ma non è certo un nome «d'arte»: Giosy sta per Giuseppe. Nato nel 1946 a Ischia di Castro, in Diocesi di Viterbo, è stato ordinato sacerdote nel 1969. E stato educatore in Seminario, vice parroco a Farnese e parroco a Grotte di Castro. In questi anni di missione sacerdotale ha avuto la gioia quotidiana di incontrare il Signore nell'Eucaristica («Ho toccato il Fuoco con le mani» è un suo verso) e di riconoscerlo poi nei volti di quelle persone con le quali ha costruito, attraverso le canzoni, un dialogo sacerdotale schietto. Ha posto la sua vita di sacerdote al servizio della gente offrendo speranza, gioia, accoglienza, provocazioni per. pensare. Ha offerto Cristo nel cuore della Chiesa.
Giosy, si può dire, è il «parroco della canzone», il curato di questo sconfinato «luogo» della creatività e della comunicazione diretta. Ha cantato negli stadi, nei palasport e nei prestigiosi teatri con la stessa passione evangelizzatrice che ha messo quando ha presentato le sue canzoni in scalcinati oratori, senza microfono. Non si è mai fatto irretire da facili proposte di successo e popolarità perché non ha mai perso di vista il suo obiettivo unico: annunciare e testimoniare Gesù Cristo.
Ha cantato davanti a Giovanni Paolo II: all'udienza generale del 30 ottobre 2003 ha contagiato tutti i presenti in Piazza San Pietro intonando: «Prendimi per mano Dio mio...». Ha cantato davanti alle persone malate di mente che se anche non hanno capito le sue parole hanno riconosciuto il suo amore. La sua preoccupazione non è la hit parade delle vendite. Ma la hit parade del cuore. Giosy non ha mai cercalo l'arte fine a se stessa, ma sempre e solo l'arte come strumento di evangelizzazione e di testimonianza di un'esperienza cristiana. Le sue canzoni sono tutte, tutte preghiere, anche e soprattutto quelle che raccontano storie di vita, anche quelle dove Dio non è mai nominato. Ma senti che c'è.
Ha la virtù dell'ascolto. L'ascolto «della Parola di Dio, l'ascolto degli uomini. Nelle sue canzoni c'è la memoria di quanti si sono aperti al sacerdote. E evidente che la parte del leone la fanno i giovani: le canzoni sono il loro pane quotidiano. Non è un caso se la sua canzone più diffusa («Viaggio nella vita») l'ha scritta dopo un confronto forte con alcuni ragazzi tossicodipendenti. Le sue canzoni hanno accompagnato la storia di fede di diverse generazioni di cristiani. Sono cantale da anni in tutte le chiese anche se pochi conoscono il nome dell'autore. La sua è anche una pastorale vocazionale impressionante: questo prete, con il suo stupore e la sua voglia di vivere, sta lì a testimoniare la freschezza del Vangelo, il coraggio della radicalità della scelta cristiana. Del resto il suo «segreto» non è una particolare tecnica compositiva. È la preghiera. Ha iniziato a scrivere canzoni pregando.
«Oggi la gente ha nostalgia di Dio — dice —. Nessuno cerca me. Tutti cercano Dio perché il prete è l'uomo di Dio. Invito a non ascoltare il mio compact disc, ma ad ascoltare i propri familiari, il vicino di casa, i colleghi di lavoro o di studio, la gioia di un bambino o l'ultimo respiro di un anziano. Questa è la "musica di Dio° che io cerco di mettere nelle mie canzoni. In realtà io ho messo il mio niente e Lui ha messo il suo tutto. Quest'avventura, che non ho scelto io, è iniziata nel 1971. Pensavo che finisse subito e invece il Signore mi ha costretto a non risparmiarmi mai e andare ovunque mi chiamino: il mio riposo credo che Lui non lo capirebbe. Sento sempre l'urgenza di cantare Dio in mezzo alle case degli uomini».
Il sito web ufficiale di Don Giosy Cento è:
www.giosycento.it
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