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La verità su Pio XII

L'Archivio Segreto Vaticano ha aperto agli storici una nuova miniera di informazioni sorprendenti. Pio XII non solo aiutò gli ebrei, ma fu ostile all'ascesa del nazifascismo.

 

Papa Pio XII
Papa Pio XII

Dal 18 settembre 2006 sono consultabili trentamila nuovi volumi di carte dell'Archivio Segreto Vaticano per gli anni che vanno dal 1922 al 1939, corrispondenti al pontificato di Pio XI, compresi i diari inediti dell'allora cardinale Eugenio Pacelli. Questi documenti inediti dimostrano che nel 1938 la Santa Sede si mosse prontamente per venire in soccorso di coloro che erano stati colpiti dalle nuove leggi razziali in Italia in modo da aiutare gli ebrei discriminati, convertiti e non al cattolicesimo, che chiedevano aiuto.

Il 30 novembre 1938 il Segretario di Stato Eugenio Pacelli scrisse dispacci alle nunziature di vari Paesi perché si interessero riguardo la possibilità di collocare qualche professionista ebreo convertito. I risultati di questa prima iniziativa sono però molto deludenti: sistemare all'estero gli intellettuali ebrei, anche se convertiti al cattolicesimo, è un'operazione più ardua del previsto.

L'allora Card. Pacelli, durante la malattia che aveva colpito Pio XI, manifestò la sua vicinanza agli ebrei discriminati e perseguitati (a tutti, senza distinzione) con un messaggio inviato al cardinale Hinsley, arcivescovo di Westminster. Ecco quanto si può leggere nel rapporto del 7 dicembre 1938, inviato a Pacelli da Hinsley: «Ricevo cifrato dell'Eminenza Vostra Rev.ma spedito riguardo al pensiero del Santo Padre nella questione dell'assistenza e della carità verso i profughi. Moltissimi sono Cattolici. Altri sono Ebrei convertiti, e perché non hanno il sangue puro Ariano sono stati espulsi. Nel nome di tutti, tanto cattolici quanto acattolici ed ebrei che cercano di aiutare i poveri esiliati per opera di carità e di assistenza sono incaricato di esprimere i sensi della mia profonda gratitudine del messaggio benevolo di incoraggiamento. Lord Rothschild in modo particolare mi prega di ringraziare l'Eminenza Vostra Rev.ma perché il messaggio dimostra una volta di più la divina carità della Santa Sede verso quei che immeritatamente soffrono o sono afflitti».

Due giorni dopo, il Card. Hinsley, con il consenso del Vaticano, partecipò alla riunione dei comitati di soccorso inglesi «per discutere i modi e i mezzi per alleviare le sofferenze di coloro che sono afflitti da persecuzione religiosa o razziale», che si tenne alla Mansion House, sede del Comune di Londra. La Santa Sede approvò e sostenne le iniziative in favore degli ebrei: tale notizia, che fece il giro del mondo, provocò la stizzita reazione della stampa nazista.

Mentre nascevano in molti Paesi comitati di aiuto agli ebrei, il Vaticano si rende conto che l'unica via praticabile è quella di rivolgersi agli Stati Uniti e al Canada. Così il Card. Mercati preparò un lungo appello, che sottopone alla Segreteria di Stato e quindi tradotto in latino, su carta intestata della Segreteria di Sua Santità. Anche la Santa Sede, dunque, fece la sua parte per far sì che molti intellettuali, scienziati e ricercatori trovassero rifugio Oltreoceano. Da tutto ciò emerge che il Vaticano si mosse per gli ebrei, indipendentemente dal fatto che essi fossero convertiti o meno alla religione cattolica. Con la circolare n. 77/39, ad esempio, la Segreteria di Stato dispose che le arcidiocesi sparse nel mondo organizzassero dei comitati di soccorso per gli ebrei in fuga. Non solo. I rappresentanti diplomatici del Vaticano furono invitati, a tutti i livelli, a intervenire efficacemente presso i rispettivi Stati e da un appunto datato 6 gennaio 1939 si evince che il Papa desiderava destinare a queste iniziative di soccorso l'Obolo di San Pietro disponibile presso le varie nunziature o nelle diocesi.

Anche nuovi dossier provenienti dagli archivi dei servizi segreti dell’Est ci aiutano a ridisegnare il ritratto dei Pio XII, che per lunghi decenni venne apostrofato ingiustamente come "Papa del silenzio". Fu piuttosto la propaganda sovietica ad accusarlo di «silenzi» e complicità. Questi nuovi documenti, ora al vaglio degli storici, dimostrano invece come sia i nazisti sia i "rossi" della Germania avessero come obiettivo quello di ottenere il massimo delle informazioni dentro la Santa Sede, considerata da entrambi un governo tutt'altro che amico. Riportiamo qui sotto alcuni importanti interventi pubblicati sulla stampa in merito a questo importante argomento, sul quale è quanto mai opportuno che finalmente emerga la verità storica.

Pio XII - L'appoggio all'emigrazione degli ebrei
[ Immagine tratta dal quotidiano "La Repubblica" del 29/03/2007 ]

 

RASSEGNA STAMPA

Ecco le prove: «Così Pacelli mobilitò la Chiesa per salvare migliaia di ebrei dai nazisti» da "Il Giornale" del 15/04/2007 – Ecco alcuni stralci di documenti e testimonianze provenienti dall’archivio privato di Michael Tagliacozzo, storico ebreo di origini italiane sopravvissuto alla Shoah dopo essere stato accolto nel palazzo del Laterano. Studioso dell’Olocausto e membro del Beth Lohame Haghettaot (Centro studi sulla Shoah, museo che sorge in Galilea), Tagliacozzo ha raccolto moltissime testimonianze di ebrei salvati. Come si vede, nell’immediatezza della liberazione, la gratitudine verso la Santa Sede e verso Pio XII era unanime.

I dossier di Hitler su Pio XII: «Quel Papa è nostro nemico» da "La Repubblica" del 29/03/2007 – Papa Pio XII non solo non figurava nella lista degli amici di Hitler, ma le alte sfere del nazismo lo guardavano con diffidenza e con preoccupazione. I nuovi dossier (emersi dagli archivi dei servizi segreti dell’Est) ridisegnano il ritratto del Pontefice: fu la propaganda sovietica ad accusarlo di «silenzi» e complicità. Questi documenti dimostrano come sia i nazisti sia i "rossi" della Germania avessero come obiettivo quello di ottenere il massimo delle informazioni dentro la Santa Sede, considerata da entrambi un governo tutt'altro che amico. Leggendo le carte della dirigenza nazista, le stanze vaticane pullulavano di spie con la tonaca. Inoltre dalla lettura di questi documenti la figura di Pio XII sembra uscire in maniera nettamente diversa da quella tramandata.

E il Führer disse: Pio XII è un nemico da "Avvenire" del 30/03/2007 – Altro che «Papa di Hitler»... secondo i rapporti nazisti Pacelli era considerato «con diffidenza e perfino con preoccupazione».

L'Archivio Segreto Vaticano ha aperto agli storici una nuova miniera dal blog di Sandro Magister del 30/09/2006 – Dal 18 settembre sono consultabili trentamila nuovi volumi di carte, per gli anni che vanno dal 1922 al 1939, corrispondenti al pontificato di Pio XI. Compresi i diari inediti dell'allora cardinale Eugenio Pacelli.

Spagna, Vaticano contro Hitler da "Avvenire" del 29/09/2006 – Dall’Archivio segreto nuovi documenti svelano l’insofferenza del fascismo per l’amicizia tra la Santa Sede e la Francia, «rea» di appoggiare i rossi contro Franco, e per il mancato appoggio alla «crociata» contro le demo-plutocrazie.

Hitler è oggi il più grande persecutore della Chiesa da "Avvenire" del 20/09/2006 – Dall’Archivio segreto vaticano nuovi documenti testimoniano l’ostilità di papa Ratti alla visita di Hitler in Italia. Il Vaticano impedì che il Fuhrer passasse da via della Conciliazione e gli negò udienza.

Roncalli contro Pio XII? Un nuovo caso storiografico su Vaticano e Shoah di Matteo Napolitano sul sito "The vatican Files" – Esaltare un papa dannandone un altro sembrava fino a poco tempo fa un esercizio, nemmeno tanto accademico, riservato al complesso mondo del cattolicesimo, con le sue contraddizioni intellettuali e con le sue problematiche legate al dialogo tra le sue varie “anime”. Tale esercizio, giocato sulle differenze e contrapposizioni umane, teologiche e spirituali, lo si è ripetuto abbastanza spesso confrontando Eugenio Pacelli e Angelo Giuseppe Roncalli, soprattutto per sottolineare come nel pontificato di quest'ultimo, il “papa buono” asceso al soglio come Giovanni XXIII, sia la prova inconfutabile della rottura con la Chiesa monolitica di ieri, e in particolare con quella del suo predecessore Pio XII. Ma si tratta della verità?


I LIBRI PER APPROFONDIRE


Andrea Tornielli
Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro

Il Papa che salvò gli ebrei

Andrea Tornielli
PIO XII
Un uomo sul trono di Pietro
Mondadori – 2007

Ha conosciuto da vicino i grandi mali del ventesimo secolo, è stato ostaggio dei rivoluzionari bolscevichi, ha visto nascere il nazismo. È stato collaboratore di Pio XI, condividendone l'avversione per le ideologie totalitarie ma anche il tentativo di trovare un modus vivendi con gli Stati più ostili che garantisse la libertà ai cristiani. È diventato papa alla vigilia di una guerra che avrebbe contato oltre cinquanta milioni di morti, culminata nell'abisso del genocidio degli ebrei perpetrato dai nazisti. Ha regnato negli anni del dopoguerra indicando la via per ricostruire attraverso la democrazia tutto ciò che era stato spazzato via dal conflitto. È stato protagonista delle vicende politiche italiane. Ha proclamato un nuovo dogma mariano, ha scritto documenti dottrinali importantissimi, ha accettato la legittimità del metodo storico-critico per lo studio della Bibbia, ha preso in considerazione l'ipotesi evoluzionista, ha internazionalizzato il collegio cardinalizio e ha canonizzato il maggior numero di donne, più di tutti i suoi predecessori e successori. Pio XII, oggi è ricordato come "il papa dei silenzi", per l'atteggiamento tenuto durante l'Olocausto. Questa biografia, basata su documenti inediti dell'archivio della famiglia Pacelli e sulle testimonianze non ancora pubbliche agli atti della causa di beatificazione, ricostruisce la personalità complessa e articolata dell'uomo chiamato a vestire i panni di Pietro in anni tragici per la storia dell'umanità.

Pio XII, amico degli ebrei da Avvenire del 20/05/2007 – Carte inedite custodite dalla famiglia Pacelli, dispacci conservati nell’Archivio degli Affari Ecclesiastici Straordinari, testimonianze non pubbliche agli atti della causa di beatificazione iniziata da Paolo VI nel 1967. Sono queste alcune delle fonti su cui si basa l’ultimo libro del vaticanista Andrea Tornielli.


Matteo Luigi Napolitano, Andrea Tornielli
Il papa che salvò gli ebrei

Il Papa che salvò gli ebrei

Matteo Napolitano Andrea Tornielli
IL PAPA CHE SALVÒ GLI EBREI
Edizioni Piemme – 2006

L' apertura dei fascicoli dell'Archivio Segreto Vaticano – relativi a uno dei periodi più drammatici della storia – ha suscitato in tutto il mondo nuovi accesi dibattiti intorno ai presunti 'silenzi' di colui che fu ingiustamente bollato come 'il papa di Hitler'. Emerge per la prima volta una verità che scagiona completamente il pontefice che tentò con ogni mezzo di contrastare l'antisemitismo e di salvare molti ebrei perseguitati.

«Questo libro – si legge nella prefazione a firma dell’ambasciatore Sergio Romano – ha il merito di mettere in evidenza, con una documentazione puntigliosa, un paradosso di cui la mia generazione è stata direttamente testimone. Per alcuni anni, dopo la fine della guerra, Pio XII è stato lodato e ringraziato, soprattutto dalle comunità ebraiche, per il coraggio e la generosità con cui aveva difeso e salvato un numero elevato di ebrei dalle persecuzioni naziste… Poi, improvvisamente, questo giudizio si è rovesciato».

 

Andrea Tornielli
Pio XII. Il Papa degli ebrei

Andrea Tornielli
PIO XII
Il Papa degli ebrei

Edizioni Piemme – 2002

Quando si è spento, il 9 ottobre 1958, il mondo lo ha pianto come un grande Papa. Oggi, da più parti, è invece accusato di essete moralmente responsabile dell'Olocausto. Ma come nascono i famosi "silenzi" di Pio XII? Una sua plateale scomunica lanciata contro Hitler avrebbe fermato l'orribile "soluzione finale"? Testimonianze e documenti inediti svelano una verità inattesa che fa vacillare il castello di accuse e leggende nere costruito intorno alla figura di Eugenio Pacelli. Un Pontefice che non fu mai il Papa di Hitler. Ma fu, piuttosto, il Papa degli Ebrei.

Dopo la guerra, ha ricevuto i ringraziamenti delle più alte autorità del mondo ebraico per quanto aveva fatto in favore dei perseguitati. Quando si è spento, il 9 ottobre 1958, il mondo lo ha pianto come un grande Papa. Oggi, invece, è accusato di essere moralmente responsabile dell'Olocausto. Come nascono i famosi "silenzi" di Pio XII? Una sua plateale scomunica lanciata contro Hitler avrebbe fermato l'orribile "soluzione finale"? Davvero questo Pontefice è stato indulgente verso il nazismo? testimonianze e documenti inediti aiutano a trovare la risposta a queste e altre domande, svelando una verità inaspettata che fa vacillare il castello di accuse e leggende nere costruito sulla figura di Eugenio Pacelli. Un Pontefice che non fu mai il Papa di Hitler. Ma fu, piuttosto, il Papa degli ebrei.

"Questo libro offre, a chiunque si interessi del problema dei "silenzi" di Pio XII, una documentazione che più esauriente non potrebbe essere. Le pezze d'appoggio per le due tesi in contrasto sono state scelte con intelligenza e lealtà". (dalla prefazione di Mario Cervi)

Il testo integrale della presentazione fatta da Paolo Mieli del libro di Andrea Tornielli su Pio XII, a Milano, alla Libreria Rizzoli, il 6 giugno 2001

 

Antonio Gaspari
Gli ebrei salvati da Pio XII

Gasperi - Gli ebrei salvati da Pio XII

Antonio Gaspari
GLI EBREI SALVATI DA PIO XII
Edizioni Logos – 2001

Il libro raccoglie le storie inedite di tanti eroi sconosciuti, che nel 1943, in una Roma occupata dalle armate di Hitler, rischiarono la propria vita per salvare gli ebrei. Ad esempio nascondendoli tra i malati dell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata. Coprendoli di creme repellenti, all'arrivo delle ispezioni. E rubricandoli ' colmo dell'ironia ' come afflitti dal 'morbo di Kesselring', dal nome del Feldmaresciallo delle truppe occupanti.

È un libro tutto da leggere, avvincente e sorprendente. Animato come un film neorealista a episodi, Pio XII vi appare sullo sfondo come l'ispiratore risoluto di questa imponente rete di soldarietà. David G. Galin, un autorevole rabbino ebreo di New York così ha scritto su Papa Pio XII: «Il Talmud insegna che "chiunque salva la vita di un uomo, è messo in conto dalle Scritture come se avesse salvato un intero mondo". Ebbene, più di ogni altro leader del XX secolo, Pio XII ha adempiuto questo detto del Talmud, quando il destino dell'ebraismo europeo era in pericolo. Nessun altro papa fu così largamente apprezzato dagli ebrei, ed essi non si sbagliarono. La loro gratitudine, al pari di quella dell'intera generazione dei sopravvissuti all'Olocausto, testimonia che Pio XII fu, genuinamente e profondamente, un uomo giusto».

 

 

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