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BIOETICA & DINTORNI
La vita in vendita
La scienza è ancora al servizio dell’uomo? La vita e i suoi segreti, l’umano e i suoi misteri possono sfuggire alle leggi del mercato? La biologia e la medicina, dietro cui si celano interessi industriali e finanziari, possono accompagnarsi alla morale?
Biologia, medicina, bioetica e il potere del mercato

Jacques Testart e Christian Godin
LA VITA IN VENDITA
Biologia, Medicina, Bioetica e il potere del mercato
Edizioni Lindau – 2004 |
Il libro pubblicato dalla casa editrice Lindau è nato dal dialogo tra lo scienziato Jacques Testart e il filosofo Christian Godin. Si tratta di un testo fondamentale per chiunque voglia capire quali poste siano in gioco nella battaglia culturale e civile che si agita attorno alle impellenti questioni bioetiche.
«Credo che il mercato della medicina di domani sia la fabbricazione dell’uomo senza qualità, dell’uomo che non si spinge troppo oltre. Insomma, dell’uomo medio. L’eugenetica classica mirava all’individuo (o alla coppia) mentre la selezione embrionale mira già alla sua discendenza, che è molteplice. Si agisce su una popolazione di fratelli e di sorelle, dei quali uno solo si salverà. Sarebbe sbagliato credere che da un lato esista un insieme di geni e, dall’altro, un insieme di qualità e difetti, e che a un gene corrisponda un unico difetto o un’unica qualità. Quanti geni bisogna modificare per non correre alcun rischio?».
Un antidoto alle lusinghe della pseudoscienza
Il biologo Jacques Testart, pioniere internazionale della fecondazione in vitro, è noto come il “padre” scientifico di Amadine, la prima bambina francese concepita in provetta (il Foglio lo ha intervistato lo scorso 11 giugno). Oggi, a sessantasei anni, mentre continua a essere uno dei più importanti specialisti mondiali di biologia della riproduzione, dichiara di sentirsi impegnato in prima fila per “una scienza contenuta nei limiti della dignità umana”. E’ convinto sostenitore, da scienziato, della necessità di guardare con occhio laico e non fideistico alle promesse di quella che lui definisce “tecnoscienza”. Una scienza che prima è passata dalla risposta ai bisogni umani alla risposta ai desideri, e che oggi è attivamente impegnata nella produzione di fantasmi. Alcuni dei quali al senso comune non sembrano più nemmeno tali, senza che questo faccia suonare l’allarme: che male ci sarebbe, infatti, a desiderare il figlio “perfetto”, la fertilità senza limiti di tempo, l’eliminazione totale del caso in un evento come quello della nascita? Ai nuovi fantasmi si aggiungono quelli antichi, che si chiamano miglioramento della specie e ricerca dell’immortalità. A tutti, siano essi resuscitati o inventati dalle nuove biotecnologie, il libro di Testart e Godin oppone una visione scientifica che sa riflettere su se stessa, sui propri limiti, sull’idea di responsabilità, che non si dimentica dell’umano, che non crede a un mondo che tanto più sarà felice quanto più sarà dominato dalla tecnica, che svela l’inganno deterministico nascosto nelle lusinghe faustiane postmoderne.
Lo scienziato e il filosofo si dichiarano quindi ostili all’idea che alla scienza vada delegata la scelta tra ciò che è bene e ciò che è male, ostili all’indifferenza bioetica o a una bioetica corriva, ostili all’illusione di una “coscienza individuale” come unico metro di giudizio nelle questioni che riguardano la vita e la morte. Ma c’è soprattutto uno spettro a essere evocato nelle pagine della “Vita in vendita”: lo spettro dell’eugenismo. Testart lo definisce amaramente “eugenismo democratico”, proprio perché non fa più appello a ripugnanti logiche razziali ma seduce in nome della felicità, del benessere, dei “diritti”: diritto a nascere sani, per esempio, o ad avere figli sani. E’ un’eugenetica politicamente corretta e ideologicamente neutra, depurata da qualsiasi scoria ideologica o religiosa. Un’“eugenetica di mercato”, che, come spiega lo stesso Testart, “caratterizza l’uomo normale ‘per difetto’ e non più per ‘eccesso’ di qualità: l’ideale di Robert Musil, ratificato in nome di una pseudoscienza elevata a prototipo della modernità”.
Gli incubi dello scienziato Testart arrivano lontano, come si renderà conto il lettore di questo libro, ma forse non così tanto. Lui si dice convinto che “quando saranno rese possibili le colture di grandi quantità di ovuli, la diagnostica genetica preimpianto aprirà la porta a una vera e propria selezione eugenetica di massa degli embrioni”, e paventa l’avanzata di quello che chiama “l’uomo probabile” (è il titolo di un altro suo libro famoso): “Quando il sistema dei test genetici sarà pienamente operante, sentiremo dire che non si ha il diritto di fare un figlio a caso”, avverte Testart, che denuncia la nascita e vede i primi ma chiari segni di un “razzismo del gene, non più fondato sul colore della pelle ma sulla selezione del migliore”. La diagnosi preimpianto, spiega, si avvia a diventare (ma già spesso lo è) non più espediente per evitare malattie gravi al nascituro, ma opportunità eugenetica di scelta di un “superembrione”.
Nei convegni internazionali (come quello degli esperti di riproduzione tenuto a Madrid nel 2003) si parla ormai, senza alcun imbarazzo, di “golden embryo”: è quello candidato, proprio perché di “buona qualità”, a essere scelto per il trasferimento in utero, a discapito di altri, che promettono prestazioni meno entusiasmanti. Dal golden embryo al bambino perfetto il passo è immediato. Ma guai a parlare di eugenetica, con i faustiani fautori della felicità tecnoesaudibile: respingerebbero indignati anche solo il sospetto. Il libro che vi proponiamo è importante soprattutto per questo: per il suo infaticabile e lucido richiamo al senso delle parole e al loro legame con la realtà.
Dalla recensione di Nicoletta Tiliacos pubblicata su "Il Foglio" il 23/10/2004
DOCUMENTI
“La scienza priva di coscienza può solo condurre alla rovina dell’uomo”, si legge nell’Istruzione “Donum vitae” pubblicata dalla Congregazione per la dottrina della fede nel 1987. Questo documento profetico, elaborato sotto la direzione del Cardinale Joseph Ratzinger, osserva che la Chiesa difende “l’uomo contro gli eccessi del suo potere”, in modo da assicurare all’umanità di domani la possibilità di vivere in “dignità e libertà”. Un futuro più che mai a rischio.
• Istituzione "Donum Vitae"
Il rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione
della Congregazione per la Dottrina della Fede
SULLA STAMPA
• Il supermarket della vita umana
di ALESSANDRO GNOCCHI E MARIO PALMARO, da Il Giornale del 01/01/2007
On line fiorisce il commercio globale dei bambini in provetta. I cataloghi delle donatrici consentono persino di selezionare le «qualità» dei figli.
• Sfruttamento biotecnologico delle donne
dalla agenzia ZENIT del 23/09/2006
Oggi le donne sono diventate sempre più oggetto di crescenti pressioni per indurle a congelare i loro ovuli o donarli a fini di ricerca. |
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