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BIOETICA & DINTORNI
Laicità ed etica
L’etica è lo studio sistematico della condotta umana, nell’ambito della scienza, della vita e della sanità, in quanto questa condotta è esaminata alla luce dei valori e dei principi morali.
di CARLO BRESCIANI,
docente di Bioetica e Teologia Morale
È frequente oggi l'appellarsi alla necessaria laicità dell'etica in uno stato democratico, ma non si precisa con altrettanta frequenza che cosa si debba intendere con tale laicità. È comprnsibile che in una società pluralistica ognuno possa avere posizioni etiche diverse da altri con onestà di coscienza e che cerchi di sostenere la propria convinzione nel confronto con altri. Ognuno può avere convinzioni etiche personali, ciò non ha nulla a che fare con la laicità dell'etica, la quale richiede che si abbia a giustificare razionalmente le proprie convinzioni, non basandosi sul proprio interesse o tornaconto personale (questa non sarebbe laicità, bensì egoismo), ma sull'insieme dei valori in gioco e non su uno soltanto.
La posizione etica più corretta è quella che sa dare un fondamento razionale più adeguato a sostegno delle proprie posizioni. Per esempio, la ricerca scientifica è un valore, ma non c'è solo questo valore di cui la società deve tenere conto; non c'è solo il desiderio della coppia che vuole avere un figlio sano, ma anche la vita del figlio che, benché al suo inizio, non può essere disattesa nei suoi diritti, eccetera.
Laicità dell'etica
Affrontare laicamente le questioni etiche significa dare ragioni fondate alle proprie posizioni, tenendo presente anche la rilevanza delle loro ricadute sulla società che in tal modo viene ad essere costruita. In questo senso, il cattolico può argomentare dal punto di vista etico in modo molto razionale, mentre colui che si dice laico, perché non aderisce ad alcuna religione, può argomentare dal punto di vista etico in modo tutt'altro che razionale. Il cattolico non può pretendere di essere nel giusto solo perché si dice tale, ma neppure il laico lo può solo perché così si definisce. Nessuno può pretendere alcun tipo di privilegio intellettuale solo perché si definisce appartenente a questo o a quell'orientamento culturale, politico o religioso.
La religione della laicità, per cui basta definirsi laico per essere nel giusto, è non meno irrazionale e fondamentalista di alcune forme di religione universalmente condannate. In etica non si può procedere attraverso forme di pregiudizio insindacabile, cosa sempre molto pericolosa per l'individuo e per la società; allo stesso modo non si può procedere sulla base solo di interessi particolaristici che non tengono conto di diritti fondamentali di altri. La stessa legge è giusta solo quando è "uguale per tutti", nessuno escluso. L'etica rimane laica, anche se il fondamento ultimo delle sue argomentazioni razionali trova spiegazione piena solo nella dimensione religiosa.
L'etica di uno Stato laico
Che cosa è, dunque, la laicità in etica e, di conseguenza, quale etica deve avere uno Stato laico? Fatto salvo il diritto di tutti ad esprimere i propri desideri e le proprie convinzioni nel dibattito sociale, laicità etica non può significare che ognuno deve poter agire come meglio crede anche quando sono implicati altri esseri umani. Lo Stato laico ha il compito non solo di affermare la libertà dei cittadini, ma soprattutto di guidare la libertà dei singoli a una pacifica convivenza in modo tale che i diritti di tutti, anche dei più deboli, dei meno capaci di farsi valere, siano rispettati. Per questo lo Stato laico stabilisce leggi con le quali vincola la libertà di ognuno al rispetto di valori e diritti che altrimenti verrebbero disattesi o calpestati da qualcuno.
Inoltre, l'etica di uno Stato laico non può non avere come punto di riferimento il bene comune e la solidarietà di tutti nella società. Ciò significa guidare e vincolare le singole libertà dei cittadini verso finalità che sono comuni, in caso contrario la pacifica convivenza si dissolve. Va ricordato che il bene comune non è costituito solo dalla dimensione economica, ma anche dall'insieme dei valori che stanno alla base de reciproco riconoscimento e rispetto dei cittadini. Su che cosa si fonda allora l'etica di uno Stato laico? La risposta non può che essere unica: sulla vita umana e sull'uguaglianza dei cittadini tra di loro. Un laico, della cui laicità nessuno ha mai dubitato, Norberto Bobbio, stupendosi perché i laici lasciavano ad altri “il privilegio e l'onore di affermare che non si deve uccidere”, sottolineava il diritto del concepito alla vita e ricordava a tutti che la vera laicità non può che partire da una rigorosa difesa della vita umana. Non aderiva ad alcuna fede religiosa, ma rispettava la religione.
Etica laica e desideri soggettivi
Invocare un'etica laica, quindi, non significa elevare i desideri soggettivi a diritti, senza tener conto né della società né dei diritti degli altri. Uno Stato non è confessionale, e quindi illiberale, solo perché impedisce a qualcuno di realizzare i propri desideri, se lo fa per proteggere i diritti dei più deboli. L'unico valore veramente laico e veramente universale è la vita umana. Essa è un valore per il solo fatto che esiste, non per le qualità che possiede o non possiede, non perché è utile o non utile per qualcuno. Un'etica laica non può che mettere a suo fondamento la vita umana, che come diceva il filosofo Kant, è un fine in se stessa e non può mai essere resa uno strumento di cui servirsi per raggiungere altri scopi che non siano il suo proprio bene. Se si perde questo principio, etica laica rischia di significare quello che il soggetto desidera al momento e, allora, la porta è aperta al relativismo più radicale. La libertà soggettiva non ha più altro criterio orientativo che il suo proprio desiderio. Ma una tale etica non può che portare, non solo a perdere il valore della vita umana in se stessa, ma anche la stessa pacifica convivenza civile nella società. Porta al conflitto insanabile tra le diverse libertà soggettive incapaci di riconoscersi reciprocamente.
In etica dovrebbe laicamente valere solo la forza delle ragioni e non la ragione della forza fisica o psichica. Chiunque fa prevalere la propria utilità scientifica o il proprio desiderio sul diritto alla vita di un altro, sia pure nelle prime o ultime fasi della sua esistenza, non fa altro che ricorrere alla ragione della forza. Tutt'altro del principio democratico, anche qualora corrispondesse al volere della maggioranza. Far prevalere i desideri degli uni sui diritti fondamentali degli altri non è forse pericoloso per la stessa democrazia? Prevarrà sempre il desiderio del più forte!
Etica laica e libertà
La libertà della scienza, della donna, di chiunque è il fondamento di un'etica laica, sostiene qualcuno. La libertà è certamente uno dei valori etici. Ma la libertà deve fermarsi di fronte alla vita umana di cui non può mai disporre. In caso contrario, essa diventa violenza. La libertà soggettiva è capace di violenza, ne siamo testimoni tutti i giorni. La caratteristica della democrazia non è l'affermazione della libertà, ma lo sforzo di coniugare libertà con uguaglianza di tutti i cittadini. Per questo è il miglior sistema politico finora conosciuto. H. Kelsen scriveva che “l'ideologia politica non rinuncia a unire la libertà con l'uguaglianza. La sintesi di questi due principi è appunto la caratteristica della democrazia” (I fondamenti della democrazia). Alla fine, la questione etica di uno Stato laico sta tutta qui.
Etica laica e tolleranza
La tolleranza è sicuramente un altro principio fondamentale di un'etica che rispetta la libertà altrui. Ma la tolleranza, da sola, diventa fattore di disordine e, alla fine, di dissoluzione della convivenza civile. Lo Stato è veramente laico perché non tollera e punisce la violenza contro la vita umana, contro ogni vita umana senza distinzioni di razza, di lingua e di grado di sviluppo. J. Locke, teorizzatore del principio della tolleranza, e con esso della democrazia, riteneva insufficiente, per quanto necessaria, la tolleranza soprattutto quando si trattava di questioni etiche fondamentali. Il diritto alla vita non può, per tolleranza, essere lasciato alla discrezione di qualcuno: è un diritto personale indisponibile. Un'etica laica non può tollerare che l'utilità di qualcuno prevalga sul diritto alla vita di un altro: sarebbe accettare che venga meno il principio di uguaglianza. Tutt'altro del principio democratico.
Oltre libertà e tolleranza
Libertà individuale e tolleranza devono essere valori condivisi da qualsiasi orientamento politico o religioso, ma più grande di tutti è il valore della vita umana. La vera questione che è in gioco in molte discussioni che si vorrebbero etiche è una sola (con tanti risvolti, sicuramente molto complessi): che cosa ha di laico pretendere di poter fare e decidere quello che si vuole, purché utile, della vita umana al suo inizio? Che cosa ha a che fare con la laicità operare distinzioni sul diritto alla vita del concepito in base alla propria reazione emotiva positiva o negativa, o in base al livello di sviluppo che egli ha raggiunto? Uno Stato laico non può disinteressarsi del destino (uso, distruzione, manipolazione, ...) della vita umana, affidandola, per esempio, agli uomini di scienza e alle loro promesse salvifiche di un futuro in cui ogni malattia sarà debellata. Nessuna promessa ha il valore di una vita umana. Nessuna vita umana può essere deliberatamente sacrificata alle promesse della scienza. È compito precipuo di uno Stato laico difenderla da questi abusi.
Tratto dalla rivista "Fatebenefratelli" (gennaio-marzo 2007)
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