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LE APPARIZIONI MARIANE

L'approvazione delle apparizioni

 

Negli ultimi cinquanta anni ci sono state circa duecento apparizioni non riconosciute dalla Chiesa. Una risposta a tanta prudenza della Chiesa si può ravvisare nel messaggio che Giovanni XXIII pronunciò alla chiusura del centenario di Lourdes: "I pontefici romani, custodi e interpreti della rivelazione divina, si sentono in dovere di raccomandare all'attenzione dei fedeli, quando dopo maturo esame lo giudichino opportuno per il bene generale, le luci soprannaturali che Dio ama concedere liberamente ad alcune anime privilegiate, non per proporre delle dottrine nuove, ma per dirigere la nostra condotta".

Le misure giuridiche prese riguardo alle apparizioni e rivelazioni private sono restrittive. Il Concilio Lateranense V, del 1516 si pronunciò in questo modo: "Noi vogliamo che, secondo la legge consueta, le soprannominate ispirazioni siano ritenute d'ora in avanti riservate all'esame della Santa Sede, prima di essere pubblicate o predicate al popolo di Dio. Se non fosse possibile aspettare, o se qualche necessità urgente consigliasse diversamente, allora la cosa in questione sia resa nota al vescovo ordinario del luogo. Quest'ultimo, prendendo con sé tre o quattro uomini saggi e fidati, esaminerà accuratamente con loro il caso, e quando ciò sembrerà loro opportuno, potranno concedere il permesso, cosa di cui noi carichiamo le loro coscienze".

Il Concilio di Trento sull'argomento si espresse nel seguente modo: "Nessun nuovo miracolo deve essere ammesso senza il riconoscimento e l'autorizzazione del vescovo, il quale, appena sarà informato, si consulterà con teologi e altri uomini di fede regolandosi poi secondo verità e pietà. Se occorre eliminare un abuso che pone dubbi o difficoltà, oppure se qualche problema più grave sopraggiunge in materia, il vescovo, prima di dirimere la controversia, aspetterà l'opinione del metropolita e degli altri vescovi della provincia, riuniti in concilio provinciale, in modo tale però che non sia presa nessuna decisione senza aver consultato il sommo pontefice di Roma".

Nel XVIII secolo, Benedetto XIV definisce lo statuto delle apparizioni, ne relativizza il valore e stabilisce la funzione del magistero in questo campo in un documento che ha ancora oggi il suo valore: "Portiamo a conoscenza che l'autorizzazione data dalla Chiesa ad una rivelazione privata non è altro che il consenso accordato dopo un attento esame, affinché questa rivelazione sia conosciuta per l'edificazione e il bene dei fedeli. A queste rivelazioni, anche se approvate dalla Chiesa, non si deve accordare un assenso di fede cattolica. Occorre, secondo le regole della prudenza, dare l'assenso della fede umana – assensus fidei humanae iuxta prudentiae regulas – in quanto siffatte rivelazioni sono probabili e piamente credibili. Si può dunque rifiutare il proprio assenso a dette rivelazioni – posse aliquem assensum non prestare – e non prenderle in considerazione, purché lo si faccia con l'opportuno riserbo, per delle buone ragioni e senza sentimenti di disprezzo".

(Agenzia Fides - 11/8/2004)

LE APPARIZIONI MODERNE RICONOSCIUTE DALLA CHIESA

Le apparizioni mariane registrate nel corso della storia sono oltre 170.
Dal 1830 a oggi la Chiesa ha riconosciuto «degne di fede umana» 8 apparizioni:

1846 – La Salette (Francia, 2 veggenti, 1 apparizione)
1850 – Parigi, rue du Bac (Francia, 1 veggente, 3 apparizioni
1858 – Lourdes (Francia, 1 veggente, 18 apparizioni)
1871 – Pont Main (Francia, 4 veggenti, 1 apparizione)
1917 – Fatima (Portogallo, 3 veggenti, 6 apparizioni)
1932 – Beauraing (Belgio, 5 veggenti, 33 apparizioni)
1933 – Banneaux (Belgio, 1 veggente, 8 apparizioni)
1981 – Kibeho (Rwanda)

 

Il "problema" delle apparizioni

IL RUOLO DELLE APPARIZIONI – Le apparizioni hanno una importanza straordinaria che si riscontra già nell'Antico e nel Nuovo Testamento, e anche dopo l'Ascensione Gesù ha continuato ad apparire a Pietro, a Paolo, agli apostoli. Le apparizioni fanno parte della strategia di Dio e hanno una grande importanza sotto il profilo pastorale perché, pur non portando mai nuove verità di fede, permettono di attualizzare il Vangelo e di risvegliare la fede in determinati contesti storici e culturali. Per il Cristianesimo infatti sia Gesù Cristo sia sua madre Maria a lui associata nell'opera della redenzione sono due personaggi vivi ancora oggi e non personaggi vissuti la cui vicenda è conclusa con la morte.

RIVELAZIONE PUBBLICA E PRIVATA – Per rivelazione pubblica si intende quell'insieme di fatti e parole che la Sacra Scrittura ci tramanda, che hanno come agente Dio nella storia per la nostra salvezza e che hanno il loro compimento in Gesù Cristo il quale è l'ultima e definitiva rivelazione necessaria per la salvezza. Le rivelazioni private sono segni che Dio manda (Cristo, la Vergine Maria, i Santi) non per completare bensì per aiutare a vivere la fede da parte del Popolo di Dio in determinati momenti storici particolarmente difficili e per mostrare come Dio sia vicino a noi soprattutto nelle difficoltà.

IL DISCERNIMENTO DELLE APPARIZIONI – Nonostante l'importanza pastorale delle apprizioni, occorre però che queste vengano collocate correttamente all'interno dell'edificio della fede, stando sempre attenti dal pericolo che vi sia una "Chiesa delle apparizioni". La fede infatti è un dono soprannaturale basato sulla risposta personale alla Parola di Dio che ci è trasmessa mediante la Chiesa. È dunque alla Chiesa stessa che spetta il compito del discernimento delle vere e delle false apparizioni: già Gesù Cristo ci ha messo in guardia dalla presenza di veri e falsi profeti e San Paolo ci ricorda come spesso satana si vesta da Angelo di Luce. Quali sono però i criteri adottati per il riconoscimento delle vere apparizioni? La Chiesa, per accertare la verità o meno di questi fenomeni straordinari (molti dei quali sono irreali), utilizza sempre due criteri: quello storico e quello teologico. Il criterio storico consiste nel verificare i fatti, nell'interrogare i veggenti da parte di esperti teologi, psichiatri, psicologi, pedagogisti per valutare attentamente se l'evento soprannaturale è veramente tale oppure è frutto di malattie psichiche, di alterazioni della coscienza o di altri fatti umanamente e scientificamente accertabili. Una volta fatto cio si procede con il secondo criterio, quello teologico. Il criterio teologico riguarda invece il discernimento di queste apparizioni in modo da valutare se esse sono veramente di origine divina. Per fare ciò la Chiesa interviene attraverso il vescovo locale che è incaricato, mediante apposite commissioni, di verificare se sono presenti determinati requisiti:
1. l'informazione deve essere sufficientemente documentata sui fatti e sulle persone coinvolte
2. l'ortodossia: quanto rivelato dalle apparizioni non deve risultare in contrasto né con il Vangelo né con la dottrina della Chiesa
3. la trasparenza: le apparizioni non devono far deviare i credenti dalla retta fede cristiana
4. segni, miracoli e fenomeni cosmici: questi segni indicano chiaramente che il divino si è veramente manifestato
5. la credibilità dei veggenti: verificare la salute psicologica, mentale, morale, spirituale dei veggenti
6. i frutti: sulla base della indicazione dataci dallo stesso Gesù nei Vangeli ("dai loro frutti li riconoscerete") possiamo asserire che, nonostante tutte le vere apparizioni siano sempre state assai controverse, alla fine la Chiesa ha sempre dovuto approvarle proprio perché vengono riconosciuti i frutti spirituali positivi che hanno portato alla Chiesa.

I PERICOLI PASTORALI – Dal punti di vista pastorale il veggente gode spesso di grande credito da parte del popolo di Dio perché viene considerato come una persona che ha un filo diretto con Dio, rischiando di assumere una importanza maggiore rispetto a quella del Papa o dei vescovi. Ciò però è un fatto molto pericoloso e per questo la Chiesa si riserva il compito di valutare l'attendibilità del messaggio, del veggente e dei frutti spirituali. Spesso l'atteggiamento prudenziale assunto dalla Chiesa porta a non approvare direttamente l'apparizione in sé ma permettendone il culto: è quanto è spesso accaduto nei santuari sparsi per tutta Europa.

L'OPPOSIZIONE DEI PROTESTANTI E DELLE SINISTRE – Quello delle apparizioni mariane non rappresenta solo un problema interno del mondo cattolico, ma coinvolge anche la questione dei suoi rapporti con le chiese riformativate. Il ruolo della Madonna nella storia della salvezza costituisce infatti uno dei punti più controversi nelle relazioni tra la Chiesa cattolica e le altre confessioni cristiane, che vedono nei dogmi mariani un ulteriore ostacolo al dialogo ecumenico. Si accusa in particolare la Chiesa cattolica di "mariolatria", ossia di attribuire alla madre di Cristo un culto dovuto solo a Dio, favorendo il miracolismo e continuando così a distogliere i fedeli da Cristo, unico e vero oggetto della fede. Raramente le confessioni protestanti riescono a comprendere e a giustificare l’importanza che i cattolici giustamente attribuiscono alla figura e al ruolo di Maria nella economia della salvezza. A volte le reazioni sono spesso sprezzanti e piene di livore, cercando di far apparire poco credibile la figura del veggente e invocando perciò un rapido e negativo giudizio da parte della autorità ecclesiastica. La polemica contro il proliferare delle presunte apparizioni mariane mossa dai protestanti viene ben presto fatta propria dalle sinistre, che le consideravano un semplice stratagemma elettorale e manipolazioni del sacro operate dal clero, da partiti o personaggi comunque interessati.

 

IL LIBRO PER APPROFONDIRE


Padre Salvatore Perrella:
Le apparizioni mariane

Salvatore Perrella - Le apparizioni Mariane

Padre Salvatore Perrella
LE APPARIZIONI MARIANE
Dono per la fede
e sfida per la ragione

Edizioni San Paolo – 2007

Padre Salvatore Maria Perrella, teologo e mariologo, è docente di teologia dogmatica e mariologia presso la Pontificia Facoltà Teologica “Marianum”, il Pontificio Ateneo “Antonianum” e l’Istituto Patristico “Augustinianum” di Roma. Con questo suo volume il teologo intende contribuire a fare conoscere meglio la concreta possibilità di questi profetici segni della presenza della Madre di Dio, considerandoli come reale irruzione di tenerezza materna nella nostra travagliata esistenza allo scopo di aiutare l’uomo di oggi a rileggere e vivere il Vangelo. Si tratta di uno studio serio, fondato dal punto di vista epistemologico, metodologico ed ermeneutico, completato da un notevole apparato critico di note.

L'autore, in una intervista rilasciata ad una web-televisione, ha spiegato che questo interessantissimo volume è nato da una tesi di specializzazione condotta da uno studente croati in merito ai fatti di Medjugorje e sui documenti di discernimento ecclesiale delle apparizioni mariane. L'autore ha dunque voluto colmare con questo testo su quella che ritiene una grave lacuna teologica. Molti infatti arricciano il naso di fronte a queste realtà ritenendole tutte fandonie, altri invece credono indistintamente a tutto, mentre occorre avere quel sano equilibrio che proviene dalla retta interpretazione della parola di Dio la quale invita a non spegnere lo spirito, a non disprezzare la profezia ma ad esaminare ogni cosa tenendo ciò che è buono. Lo scopo del libro è dunque quello di offrire ai sacerdoti, religiosi e laici le chiavi per poter capire il clima delle apparizioni mariane che sono un dono per la fede in quanto Maria conduce alla fede, ma sono anche una sfida per la ragione in quanto oggi la ragione tende a voler negare l'apparenza della realtà divina trascendente. Noi però sappiamo come Dio non si riveli né ai superbi né agli stolti, ma che occorra disporre delle due ali della fede e della ragione. E questo libro vuole aiutare proprio a compiere questo sano discernimento.

 

APPARIZIONI MARIANE

 

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