
FEDE






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APOLOGETICA
In libreria
Vittorio Messori: "Emporio cattolico"

Vittorio Messori
EMPORIO CATTOLICO
Uno sguardo diverso su storia e attualità
Edizioni SugarCo – 2006 |
Vittorio Messori è in Italia il padre della nuova apologetica cattolica, soprattutto grazie ad una serie di articoli che comparvero molti anni fa sul quotidiano cattolico "Avvenire", nella rubrica intitolata “Vivaio”. Furono pezzi di grande successo, nei quali finalmente si sosteneva, con grande perizia e acribia, che non tutto quello che la chiesa e i cristiani hanno fatto nella storia è frutto di oscurantismo, soprusi, superstizioni e malvagità… Anzi, anche su certi tabù culturali, apparentemente inossidabili, quali l’Inquisizione, le crociate, la scoperta dell’America, Messori non rinunciò a dire la sua, a mettere in dubbio la vulgata tradizionale, con abbondante uso di documenti e con grande successo, senza che nessuno lo potesse smentire, o contraddire clamorosamente. Poi quella fortunata rubrica ha continuato a vivere sulle pagine del mensile di apologetica “Il Timone”, diretto da Gianpaolo Barra, ed è confluita, insieme ad altri articoli e riflessioni, in un nuovo libro, “Emporio cattolico”, edito non più dalle Paoline, poco attente alla produzione di certi cattolici politicamente scorretti, ma dalla casa editrice laica Sugarco. In “Emporio cattolico”, Messori spazia, come d’abitudine, tra la storia e la cronaca, offrendo sempre, anche in poche dense pagine, occasione per una riflessione non superficiale.
Parla di capitalismo e di comunismo, di celibato ecclesiastico e di pedofilia, di Opus Dei e di Kierkegaard… L’ottica è prevalentemente quella dello storico, che scruta i fatti, le personalità, alla luce della fede, cioè di un giudizio non relativista: la scena di questo modo passa, ed è spesso occupata da vicende malvagie, dalla cattiveria degli uomini, ma il bene e il male fatto restano, si ripercuotono nella storia, sul nostro prossimo e sui lontani, e meritano un giudizio estremo, affidato alla misericordia di Dio. A noi uomini resta l’insegnamento che possiamo trarre dagli avvenimenti, se li accostiamo con sincerità, senza menzogna. Messori ama proprio ripulire le vicende, i fatti, dalla incrostazione ideologica che li trasforma e li traveste, per poi poter riflettere su di essi con lucidità e spirito religioso. Per fare un esempio, ricorda che la celeberrima frase di Francisco Goya sulla ragione posta in calce ad una sua acquaforte non è un atto di fede illuminista (“Il sonno della ragione produce mostri”), come sempre si afferma, ma al contrario un attacco alla pretesa razionalista di esaurire il reale (“Il sogno della ragione produce mostri”)? Scrive a proposito Messori, dopo aver ricordato che il portatore della “libertà” e della “ragione”, in quegli anni, era Napoleone, odiatissimo dagli spagnoli come un terribile tiranno: “Il messaggio di Goya non è dunque contro gli ‘oscurantisti’, ma al contrario contro gli ‘illuminati’, contro quegli intellettuali di cui è simbolo il dormiente accanto a carte, dove ha di certo steso uno di quei piani per il ‘paradiso in terra’ che, messi in pratica, sturano il vaso di Pandora”. Sempre, che parli di Rivoluzione francese o di Risorgimento, traspare dalla lettura di “Emporio cattolico” la storia del suo autore: una storia fatta di frequentazioni e studi laici, approdata poi alla conversione. Una storia che ha permesso a Messori di essere un ottimo conoscitore sia del mondo da cui proviene, sia di quello cattolico in cui è giunto, e che spesso non gli perdona una certa vena “anticlericale”, o meglio la capacità di dire sempre sinceramente quello che pensa, anche a costo di urtare, qualche volta, il mondo talora ipocrita di certo clero.
(recensione di Francesco Agnoli su "Il Foglio " del 03/02/2007)
Il sito web di Vittorio Messori: www.et-et.it
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