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AFFETTIVITÀ

L'omosessualità

Un libro per capire l'omosessualità e per rendere possibile ed effettiva la libertà di scegliere e cambiare il proprio orientamento sessuale

a cura del dott. BRUTO MARIA BRUTI

Capire l'omosessualità

Obiettivo Chaire
PER CAPIRE L'OMOSESSUALITÁ

Edizioni San Paolo – € 2,00

Con un capitolo sulle possibilità di dare ad ognuno, indipendenemente dalle sue scelte sessuali, ogni forma di assistenza sociale senza bisogno del matrimonio gay detto Pacs, matrimonio che, dal punto di vista del diritto naturale, può esistere solo con l'unione di un uomo e di una donna: unione che è origine, fondamento e modello dell'umanità e della società.

La terapia cognitivo-comportamentale dimostra, nei suoi studi attuali, che gli orientamenti sessuali possono essere cambiati anche nei gravi disturbi dell'identità di genere (GID), il problema è solo la "motivazione" al cambiamento: questa motivazione, parzialmente, può essere fornita da un "modello", cioè dal percorso di un altra persona, come avviene, per esempio, nei gruppi di auto-aiuto degli ex alcolisti o degli ex tossicodipendenti. L'encefalo è plastico, cioè le zone deputate al comportamento, all'emotività, alle pulsioni, alla sessualità sono modificabili grazie all'apprendimento. (G. Rekers, O. Lovaas e B. Low, Behavioral treatment of deviant sex role behaviors in a Male Child, in Journal of Applied behavioral analysis 7: 134-51; Lawrence E. Newman, Treatment for the parents of effeminate boys, in American Journal of Psychiatry 133, n.6: 687; K. Zucker, Gender Identity Disorder in the DSM IV, in Journal of Sex and Marital Therapy 25:5-9). Da questo punto di vista, anche i più deterministi, ormai concordano con il fatto che siamo "parzialmente" determinati e cioè, a partire da una zona di libertà, presente nei livelli più profondi della nostra psiche, possiamo almeno scegliere il "padrone" al quale obbedire...

Il trattamento cosiddetto riorientativo è sempre una proposta, mai un'imposizione ma non è giusto il "monopolio" del movimento gay sul mondo omoessuale che fa si che l'unica possibilità disponibile sia la terapia affermativa. L'essere umano ha enormi potenzialità e deve essere lasciato libero di scegliere. Il professor Robert Spitzer, prestigioso psichiatra e grande amico dei gay, dice che non è giusto fare del terrorismo psicologico contro la terapia riorientativa, come fa l'APA (associazione psichiatrica americana), cui lui stesso appartiene e di cui fu presidente. Lo stesso Spitzer, sotto la cui presidenza l'APA aveva tolto l'omosessualità dai disturbi del comportamento sessuale (per evitare ingiuste discriminazioni), ha recentemente dimostrato il completo e riuscito riorientamento in senso eterosessuale di 200 omosessuali motivati a cambiare. Bisogna inoltre sottolineare che qualunque terapia psicologica – fatto a tutti noto in ambito psicologico – porta sempre con sé il pericolo di atti estremi, in quanto lo scopo della terapia è elaborare sofferenze anche molto profonde e, tuttavia, è necessario segnalare che, per esempio, nessun paziente di Nicolosi – uno dei maggiori esperti nella terapia riorientativa – si è mai sucidato in seguito al tentativo di riorientamento.

Nicolosi, la cui terapia riorientativa è riconosciuta anche da Spitzer, è diventato il prestigioso consulente psicologico dell'associazione dei medici degli Stati Uniti. Le statistiche della terapia riorientativa dicono che un terzo dei pazienti omosessuali, che si sottopongono a un'idonea ristrutturazione cognitiva-comportamentale cambia; un altro terzo cambia progressivamente, nel senso che questi soggetti possono ancora avere, nel corso della vita, sporadiche fantasie omosessuali, ma l'attrazione per l'altro sesso prevale e il modo di relazionarsi con gli individui dello stesso sesso è corretto. L'ultimo terzo non cambia perché è costituito da persone forzate a sottoporsi alla terapia o non sufficientemente motivate. Fra i fattori che influenzano positivamente la prognosi sono fondamentali motivazione al cambiamento, fede religiosa vissuta in modo positivo, forti legami familiari, valori di base tradizionali, pazienza con sé stessi e accettazione della natura continuativa della lotta, chiarezza mentale sulle differenze fra quanto è femminile e quanto è maschile.

Le persone omosessualmente orientate spesso soffrono nella società a causa di ingiuste discriminazioni ma ciò di cui non si parla è la sofferenza che nasce dal disordine intrinseco della condizione omosessuale che resta un orientamento contrario alla vera identità dell'individuo, alla natura e alla complementarietà del dato anatomico-fisiologico degli organi sessuali che sono maschili e femminili e fatti per unirsi e completarsi. Anche nel mondo animale, là dove esiste un elevato "dimorfismo sessuale", come nei mammiferi, non esiste una vera omosessualità ma solo una "pseudomosessualità". Gli studi più recenti di etologia hanno dimostrato che nei mammiferi non esiste una vera omosessualità ma forme di pseudo-omosessualità che hanno solo il significato di rituali di sottomissione o di dominio.

L'omosessualità nell'essere umano è un problema dello sviluppo, quasi sempre il risultato di rapporti familiari problematici, in particolare fra padre e figlio. L'omosessualità maschile è più frequente rispetto all'omosessualità femminile ed è più frequente statisticamente perché l'identificazione psicologica primaria avviene con la madre (fonte di cure e di nutrimento): il maschio, infatti, deve rinunciare alla sfera femminile e deve identificarsi, in un secondo tempo, con il padre. Anche se molti eterosessuali hanno avuto un rapporto non favorevole con il proprio padre, gli omosessuali dimostrano un rifiuto del padre come modello. La casistica dimostra che l'omosessuale si aggrappa alla decisione di non voler assomigliare al proprio padre ma, paradossalmente, " chi sia il padre" rimane un mistero. I padri degli omosessuali mancano del "carisma" della paternità che consiste nell'autorevolezza e nell'amore. Il padre può essere assente, insignificante, oppure non amorevole. Alcuni padri sono – inadeguati – per motivi contingenti quali la lontananza, il divorzio, il peso economico della nuova famiglia, il rapporto conflittuale con la madre del figlio. Altri padri presentano disturbi evidenti della personalità come narcisismo, egocentrismo, ipercriticismo e freddezza .In qualche momento del suo rapporto con il padre, il bambino pre-omosessuale è ferito o deluso. Il bambino reagisce, in una prima fase, con tentativi di approccio, ma se continua a sentirsi frustrato nel suo bisogno di approvazione, per proteggersi da future delusioni, mette in moto il "distacco difensivo " dal padre. È come se dicesse: "Io rifiuto te e tutto quello che tu rappresenti: vale a dire la tua mascolinità." La teoria del distacco difensivo viene confermata in tutto il mondo anche dagli istituti, per esempio, di psicoterapia individuale, che seguono gli studi di Alfred Adler, e che, notoriamente, non hanno inclinzioni religiose ma sono materialisti ed atei.

L'omosessualità femminile, invece, a differenza di quella maschile, è più soggetta a periodi di alternanza con fasi eterosessuali. In estrema sintesi (studi della psicologa Eller Boyko, ex lesbica) la psiche femminile "ferita" porta all'omosessualità e la ferita è dovuta a situazioni di vita che provocano un atteggiamento ambivalente nei confronti della femminilità, atteggiamento che può essere riassunto nel messaggio:" Essere donna è pericoloso e indesiderabile":
1) molte madri trasmettono alle figlie un'immagine negativa della femminilità
2) Ideologia femminista rivoluzionaria e cultura maschilista che danno un' immagine negativa della femminilità
3) Madre vittima passiva dei soprusi del marito o umiliata dal marito o considerata insignificante rispetto ai ruoli maschili
4) madre vittima di abusi che comunica alla figlia che essere donna è rischioso
5) interruzione traumatica del legame madre-figlia (per esempio grave forma depressiva della madre)
6) trauma provocato da una violenza sessuale
7) la figlia non desiderata e non accettata
8) complesso di inferiorità rispetto alle coetanee

Se l'omosessualità può essere compatibile con una parte dell'io cosciente – abitudini e opinioni errate acquisite dovute soprattutto ad unm amore ferito, che costituiscono il falso io –, non sarà mai compatibile con i livelli più profondi dell'io, il "vero io": l'omosessualità, infatti, è il sintomo di un fallimento nel processo d'integrazione della propria identità. L'individuo, invece di sviluppare gli elementi repressi e indifferenziati della sua identità maschile o femminile nel profondo della psiche, cerca di appropriarsi di quanto gli manca attraverso il contatto genitale con altre persone del suo stesso sesso ("erotizzazione del bisogno che non risolve il bisogno"). Di questa sofferenza "intrinseca" non si parla e non si vuole mai parlare, anzi, viene nascosta.

Esistono ricerche recenti che dimostrano come le persone con tendenze omosessuali mostrino un'elevata sofferenza psichica, maggiore se rapportatata a quella degli eterosessuali, anche abitando in stati o città in cui il clima sociale nei confronti dell'omosessualità è decisamente favorevole, per esempio in Olanda. Mi riferisco in particolare a Theo G. M. Sandfort, Ron de Graaf, Rob V. Bijl, Paul Schnabel, in Same-Sex Sexual Behaviour and Psychiatric Disorders, in Archives of General Psychiatry, vol. 58, gennaio 2001, pp 85-91. Questo studio è particolarmente significativo perché è stato condotto su un enorme numero di soggetti, oltre settemila, tra i 18 e i 64 anni, ed è stato condotto in Olanda. Le enormi sofferenze psichiche registrate nella popolazione omosessuale, maggiori rispetto a quella eterosessuale, non sono riferibili a fattori di discriminazione.

Bruto Maria Bruti

 

PER APPROFONDIRE


L'ideologia di genere

Oggi si tende a non parlare più di identità sessuale, ma di identità di genere. Ciò implica che l'essere uomo/donna, maschio/femmina non derivi tanto dalla natura ma piuttosto dalla cultura. Per cui, pur riconoscendo che esistono degli innegabili dati naturali, l'identità di genere della persona viene piuttosto fatta derivare da aspetti di carattere culturale. La Chiesa rifiuta questa impostazione, dal momento che per la Chiesa ogni persona rappresenta un tutt'uno nel corpo, nello spirito e nella ragione, e questo fatto non deriva tanto da aspetti di carattere culturale, che possono comunque incidere, ma da una base naturale.

In base a questa ideologia la famiglia viene considerata come una costruzione cattolica che non rispecchierebbe l'equilibrio naturale e la libertà degli individui. Tutti i movimenti che si legano alla ideologia di genere puntano pertanto sul tema della discriminazione/persecuzione e dell'omofobia (cioé una presunta paura – o "fobia" – degli eterosessuali nell'accettare comportamenti omosessuali), cercano di sollevare una certa compassione il cui obbiettivo non è tanto quello di favorire l'accoglienza ma di far passare certi messaggi. Ciò viene supportato da una buona dose di bombardamento massmediatico in cui si cerca di far passare una visione buona e positiva del gay militante. Inoltre vengono riproposte teorie di carattere pseudoscientifico come quella legata alla genetica o al comportamento animale (come se nel comportamento animale e in quello umano possano esserci delle somiglianze, quando ben sappiamo che gli animali non hanno la componente tipicamente umana della volontà) oppure riferimenti storici dell'antichità classica. La Chiesa invece ribadisce l'accoglienza e il rispetto per le persone non formulando alcun giudizio sul loro specifico orientamento sessuale, ma si limita esclusivamente a rigettarne gli atti e l'istutuzione di unioni tra individui dello stesso sesso.


Maschi o femmine? La guerra del genere

Dale O'Leary - Maschi o femmine?

O'Leary Dale
MASCHI O FEMMINE?
La guerra del genere
Rubbettino – 2006

L'autore costruisce in questo libro una confutazione delle idee portate avanti dal femminismo radicale che vede le differenze tra i sessi unicamente come un prodotto culturale. Secondo tali teorie lo stesso termine "sesso" andrebbe sostituito con la parola "genere" che non crea alcuna discriminazione e lascia libero l'individuo di fare le proprie scelte in materia di orientamento sessuale senza vincolarlo all'eterosessualità.

L'idea che non esista più un sesso maschile e femminile ma un qualcosa di vago, il "genere", nel giudizio dell'autrice diventa un'ideologia utopica che mira al conseguimento della pace attraverso un nuovo ordine mondiale che dovrebbe derivare dal sovvertimento dell'ordine naturale delle cose. Una rivisitazione di alcuni luoghi comuni della società, dal punto di vista di chi considera la famiglia l'elemento cardine di una società civile da difendere e tutelare, anche a costo di andare controcorrente. Questo è lo spirito che anima il libro di Dale O'Leary, "Maschi o femmine?" curato nell'edizione italiana di Rubbettino da Dina Nerozzi.

Nel meraviglioso nuovo mondo, senza classi e senza guerra, preconizzato dalla rivoluzione di genere non c'è posto per la natura umana. L’uomo, con le sue scoperte tecnologiche, ritiene ormai superati i limiti imposti dalla natura che, pertanto, deve essere considerata come un qualcosa di antiquato e ingombrante. È questa la ragione per cui vanno abbandonate le tradizioni e abbattute le vecchie credenze che rappresentano un freno al progredire della scienza e del progresso, vanno aboliti i dualismi antiquati, maschio/femmina, eterosessuale/omosessuale, naturale/innaturale, morale/immorale...

 

SULLA STAMPA

E l'Onu disse: dieci, cento, mille "gender"
di MARINA CORRADI, da Avvenire del 08/10/2006
Maschio e femmina li creò? Non sia mai. Oggi l’agenda delle organizzazioni internazionali impone: via le «vecchie» distinzioni, largo alla libera «scelta» dell’identità sessuale. Una campagna aggressiva tra femminismo e marxismo.


IL LIBRO PER APPROFONDIRE


Joseph Nicolosi:
Omosessualità maschile: un nuovo approccio

Nicolosi - Omosessualità maschile

Joseph Nicolosi
OMOSESSUALITÀ MASCHILE
Un nuovo approccio

Edizioni Sugarco – 2002

Joseph Nicolosi, dottore in filosofia, è cofondatore e direttore della NARTH, l’Associazione Nazionale per la Ricerca e la Terapia dell’Omosessualità, membro dell’APA, l’Associazione Psicologica Americana, conferenziere di fama mondiale, autore di studi e di diversi articoli scientifici. Esercita la professione di psicoterapeuta a Encino, in California.

L’opera di Nicolosi, Omosessualità maschile: un nuovo approccio, nasce dall’esperienza scientificamente fondata di uno psicoterapeuta internazionalmente riconosciuto, che applica con successo la terapia "ricostitutiva". L’edizione italiana è aperta da una Presentazione di Chiara Atzori, medico infettivologo (pp. 5-6), e chiusa da una Postfazione del padre scolopio Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria (pp. 159-160). Avendo fatto stato dell’esperienza, della casistica affrontata in anni di lavoro, in Case stories of reparative therapy (Jason Aronson, North Vale, New Jersey-Londra 1993), nel saggio in esame l’autore percorre un itinerario dottrinale, sostenuto dalla vasta Bibliografia che chiude il volume (pp. 161-176). Dopo Ringraziamenti (pp. 7-8) e un’Introduzione (pp. 9-11), nella parte I – costituita dai capitoli dall’1 al 6 – Nicolosi descrive la tensione Alla ricerca della propria identità sessuale (pp. 13-47); quindi, nella parte II – dal capitolo 7 al 13 –, affronta Problematiche connesse (pp. 49-110), per, finalmente, nella parte III – dal capitolo 14 al 17 – esporre le linee di una Psicoterapia (pp. 111-158).

Qui trovi una dettagliata recensione pubblicata da "Alleanza Cattolica"

 

Nicolosi - Oltre l'omosessualità

Joseph Nicolosi
OLTRE L'OMOSESSUALITÀ
Ascolto terapeutico e trasformazione

Edizioni San Paolo – 2007

Joseph Nicolosi:
Oltre l'omosessualità.
Ascolto terapeutico e trasformazione

Il libro che ha sconvolto l’America. Il noto psicoterapeuta americano ha rivolto il suo lavoro a persone omosessuali che chiedono di entrare in cura per abbandonare questo comportamento. Alla base di questa richiesta risiede un forte conflitto, molto frequente nei maschi che hanno assunto il modello in modo non riflesso e che nel tempo ha aggravato le ambivalenze invece che migliorarle.

Le storie raccontate in questo libro sono espressione, infatti, di situazioni patologiche e di squilibri ambientali. Da qui il nome “terapia riparativa” dove si mette a fuoco il quadro ambientale in cui prende forma un comportamento omosessuale vissuto poi in modo diatonico rispetto alle aspirazioni e i desideri.

 

RISORSE IN INTERNET

OBIETTIVO CHAIRE – Le persone che frequentano Obiettivo Chaire impegnano parte del loro tempo per ribadire l'identità di genre maschile e femminile, che non sono costruzioni culturali prodotte dagli uomini nel corso della storia. Valorizzando i testi tradotti in italiano di Joseph Nicolosi e l’esperienza del Desert Stream Ministries (Living Waters), si sono quindi proposti di rispondere alla richiesta di aiuto pervenuta da molte persone, giovani e meno giovani, feriti nella propria identità sessuale, in particolare per tendenze di natura omosessuale, che rifiutano la logica militante dell’attivismo gay e chiedono di essere accompagnati ad articolare e a superare il loro disagio, ritrovando il disegno originario di Dio sulla loro vita.

NARTH – Il National Association for Research & Theraphy for Homosexuality è una organizzazione no-profit di ispirazione laica e scientifica, con finalità educative, dedita alla ricerca, terapia e prevenzione della omosessualità. Fondata nel 1992, è composta da psicoanalisti, psicologi di formazione psicoanalitica, operatori sociali e altri professionisti dell'area comportamentale. È arricchita dal contributo di esperti del mondo giuridico, di personalità di spicco in campo religioso (multiconfessionale) e appartenenti al mondo della scuola. Nel ricco sito web (più di 600 pagine consultabili, per lo più in lingua inglese ma anche con alcuni documenti in altre lingue, compreso l'italiano) esiste una miniera di informazioni sugli aspetti più variegati della tematica omosessuale: genetica, biologia, sociologia, psicologia, scienze comportamentali, eventi, testimonianze, recensioni di libri.

DESERT STREAM MINISTRIES – Associazione fondata da Andrew Comiskey, pastore protestante evangelico ed ex-gay, attualmente sposato e padre di famiglia. È un'associazione che da 25 anni si occupa delle ferite della sfera relazionale e sessuale, compresa l'omosessualità. Secondo tale associazione, la pulsione omosessuale è il segno di una ferita che va colta sullo stesso orizzonte delle altre ferite risultanti dalla caduta originaria. Alle persone omosessuali viene offerto un aiuto e un accompagnamento il cui scopo è la guarigione che Cristo, morto e risorto, ha reso disponibile a tutti.

BEYOND GAY – Fondato da David Morrison, ex attivista gay, e autore del libro Beyond gay, un testo scritto proprio dal "fronte della battaglia". L'autore, che ha lottato aspramente contro la posizione di disapprovazione informata del cristianesimo sul tema della omosessualità, dopo aver sperimentato una profonda conversione, ha scoperto un mondo diverso nel quale ha portato contributi di profondità davvero inaspettata.

AQUAVIVA 2000 – Presenta numerosi articoli, interventi e commenti aderenti all'insegnamento del Magistero.


IL MAGISTERO DELLA CHIESA

Congregazione per la Dottrina della Fede

 

PICCOLA BIBLIOGRAFIA

Joseph Nicolosi, Omosessualità maschile: un nuovo approccio, Sugarco 2002.
Joseph Nicolosi e Linda Nicolosi, Omosessualità. Una guida per i genitori, Sugarco 2003.
Roberto Marchesini, Il feticcio (omosessuale) dell’omofobia, in «Studi Cattolici», n. 528 (2005), pp. 112-116.
Gerard van den Aardweg, Omosessualità e speranza. Terapia & guarigione nell’esperienza di uno psicologo, Ares 1995/2.
Gerard van den Aardweg, Una strada per il domani, guida all’(auto)terapia dell’omosessualità, Città Nuova 2004.
Gerard van den Aardweg, «Matrimonio» omosessuale & affidamento a omosessuali, in «Studi cattolici», 449/50 (1998), pp. 499-507.
Gerard van den Aardweg, Un motivato NO al «matrimonio omosessuale, «Studi cattolici», n. 517 (2004), pp. 164-186.
Bruto Maria Bruti, Domande e risposte sul problema dell’omosessualità, in «Cristianità», n. 314 (2002), pp. 7-24.
Obiettivo Chaire, ABC. Per capire l’omosessualità, San Paolo 2005.

 

AMORE E AFFETTIVITÀ

 

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