
APPROFONDIMENTI




 

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AFFETTIVITÀ
I miti sulla sessualità
1. La sessualità rende liberi
La sessualità e l'amore sono due fenomeni certamente affini, ma tuttavia vanno confusi l'uno con l'altro. La sessualità è possibile senza l'amore e l'amore può manifestarsi senza sessualità. Sigmund Freud, il fondatore della psicanalisi, attribuì allo sviluppo e alla liberalizzazione delle energie sessuali un ruolo di grande importanza per la salute psichica dell'individuo. Durante il trattamento e l'analisi dei suoi pazienti si accorse che gli sviluppi sessuali venivano rimossi — fatto psichico caratteristico del suo tempo a cavallo dei due secoli e anche in seguito — e giunse così ad assegnare alla sessualità il ruolo che essa ricopre nella vita psichica dell'uomo. Egli scoprì una novità allora rivoluzionaria: che già il bambino attraversa delle fasi sessuali: la fase orale, anale e genitale, e che queste fasi sono importanti per la futura vita sessuale dell'adulto. Sigmund Freud si oppose dunque all'eccessivo pudore del suo tempo dando così il decisivo avvio alla "liberazione sessuale" di questo secolo.
A partire delle idee di Freud Wilhelm Reich pose al centro della questione la funzione della sessualità relazionandola all'insorgere di disturbi psichici. Secondo Reich l'orgasmo provoca la liberazione dell'energia prodotta dall'eccitamento sessuale e diventa così il presupposto del benessere psico-fisico; l'accumulo di questa energia sessuale invece porta a stati di tensione, a spasmi muscolari generali e specifici, a tensioni psichiche così come a frustrazioni. Freud e Reich giunsero così alla conclusione che il pieno soddisfacimento sessuale è molto importante per il benessere psichico. Freud credeva fosse possibile sublimare le pulsioni sessuali mentre Reich, di più forti orientamenti biologici, riteneva che il soddisfacimento sessuale fosse assolutamente necessario al fine di poter evitare nevrosi e psicosi. Sia Freud che Reich crearono così i presupposti che permisero la liberazione (nel senso di riconoscimento) sessuale e questo processo di liberalizzazione potè così proseguire costantemente dopo la seconda guerra mondiale.
Oggi la liberalizzazione sessuale è generale: si commercia tranquillamente materiale pornografico, le giovani coppie possono convivere anche senza essersi sposate, l'omosessualità non è più perseguita dalla legge. Chi però crede che il crescente abbattimento dei tabù sessuali possa affrancare ulteriormente il singolo essere umano o la società tutta giunge ad una falsa conclusione. L'autosviluppo sessuale è sicuramente un'importante condizione per sentirsi meglio e più liberi in quanto individui, ma esso rappresenta solo una parte dello sviluppo psico-fisico dell'individuo. Molti credettero che la liberazione sessuale fosse la parte più importante e decisiva del libero sviluppo psico-fisico dell'individuo, anzi che fosse addirittura in grado di trasformare tutte le condizioni sociali esistenti, secondo la formula: la liberazione sessuale libera la società. Negli ultimi 50 anni, infatti, anche molti psicoterapeuti condivisero le concezioni di Freud e Reich in base alle quali la liberazione sessuale affranca il paziente, lo guarisce e lo rilassa, secondo il motto: "l'espressione sessuale libera interiormente l'individuo". Le cose tuttavia non stanno così, perché la sessualità costituisce solo una parte della vita interiore del singolo essere umano e uno sviluppo parziale può sicuramente generare stimoli positivi e processi di guarigione, ma non può liberare automaticamente la totalità interiore dell'individuo.
Chi sviluppa solo la propria sessualità senza sviluppare allo stesso tempo la propria capacità psichica d'amare non sarà mai pienamente soddisfatto in quanto presenterà sempre un residuo di frustrazione. Oggi la sessualità ha raggiunto una tale predominanza sull'amore che non siano più in grado di distinguere con esattezza la suddivisione menzionata all'inizio tra l'amore e la sessualità e neppure il significato della loro unione. La sessualità viene presa così sul serio che spesso viene confusa con l'amore, nella credenza che un'esperienza sessuale rappresenti un presupposto dell'amore. Le linee di demarcazione sono spesso confuse cosicché la persona non sa più se ama oppure no. La sessualità spesso viene così consumata come ogni altro godimento o stimolo, ma non viene mai vissuta completamente. La mentalità consumistica è paragonabile ad una schiavitù interiore perché suscita un comportamento ossessivo e morboso. Il solo consumo sessuale non è sinonimo di libertà e non conduce a una liberazione interiore, bensì sviluppa una nuova tensione psichica di insoddisfazione e di vuoto che si contrappone così ai benefici effetti prodotti dal soddisfacimento sessuale.
2. Risolvendo i problemi sessuali si risolvono tutti i problemi
Questo secondo mito dell'amore è inevitabilmente unito al primo. Esso rappresenta tuttavia un'enorme e rozza semplificazione, comprensibile solo perché molte persone, essendo completamente assorbite dai propri problemi sessuali, finiscono per attribuire loro una grande importanza espressa dalla seguente opinione comune: "nel momento in cui avrò risolto questi problemi allora, di fatto, li avrò risolti tutti". Tutti coloro che hanno vissuto o vivono una relazione sessuale soddisfacente invece sanno che ciò non è assolutamente vero: una vita sessuale soddisfacente è un fatto importante che nessuno psicologo o psicoterapeuta potrà mai contraddire, ma la psiche e l'esistenza umana sono fenomeni assai più complicati.
Chi ha fame pensa solo a come può sfamarsi, ma non appena è sazio gli si presentano nuovi problemi. Vorrei ripetere ancora una volta che la sessualità rappresenta solo una parte della natura umana, sicuramente una parte tormentosa, se non viene soddisfatta, ma dalla quale non si possono prendere le mosse per chiarire tutta la psiche di un essere umano o per risolvere i problemi ad essa inerenti. Per risolverli, infatti, bisogna che l'amore vi si aggiunga, ma non solo l'amore per un partner sessuale specifico, bensì un amore generale, uno sviluppo di tutta la capacità psico-fisica d'amare.
Non si tratta quindi di raggiungere uno sviluppo sessuale soddisfacente, ma di avere una concezione che ci aiuti a vivere questa problematica quotidiana senza credere con ciò di avere risolto ogni tipo di problema. Questa problematica quotidiana contiene un principio che conferisce alla vita direzione, stabilità e appagamento dei sensi: l'amore. Senza amore non si risolvono i problemi sessuali. Solo l'amore crea il presupposto che permette alla sessualità di acquistare in bellezza, purezza e gioia intcriore. La sessualità senza amore è vuota e insipida, ci rende melanconici e depressi piuttosto che dinamici e attivi. Se l'asserzione fosse: "risolvendo i problemi dell'amore si risolvono tutti i problemi", potrei già accettarla più facilmente.
3. L'orgasmo è il fine dell'amore
Sia per l'uomo che per la donna l'energia dell'atto sessuale cerca di scaricarsi nell'orgasmo. A tal riguardo si può affermare che l'orgasmo è sicuramente il fine ultimo dell'atto sessuale che è appunto un atto unito alla funzione biologica della riproduzione. La riproduzione è strutturata in modo tale da essere collegata con forti sensi di piacere, un trucco della natura affinchè il mantenimento della specie non sia un dovere fastidioso, bensì un piacere. Poiché il piacere si ricerca generalmente prima del dovere, per quel che riguarda la funzione riproduttiva, la natura va "sul sicuro". L'orgasmo vissuto con piacere e soddisfacimento si ripete e rappresenta così la migliore garanzia per il mantenimento della specie umana, nonostante la contraccezione. Nessuna specie mira all'estinzione, bensì a una riproduzione e a un mantenimento ottimali, in uno spazio vitale possibilmente di ugual valore.
Nella funzione biologica genitale non si parla d'amore poiché questi processi fisici di per sé non sono necessariamente legati ad esso. Se sopraggiunge l'amore però è molto meglio, perché l'esperienza sessuale guadagna allora in bellezza e in significatività di amore fecondo. L'amore non cerca l'orgasmo come fine ultimo del rilassamento perché trova il suo soddisfacimento in ogni forma di dedizione psico-fisica. L'amore può intensificare la sessualità e produrre una sensazione interiore di felicità che, altrimenti, non potrebbe manifestarsi senza di esso. È ben noto infatti che l'esperienza sessuale completa e l'orgasmo finale, vissuti con un partner che non si ama, non sono così soddisfacenti come con il partner amato. Se sopraggiunge l'amore quindi la profondità del sentimento e la gioia sessuale possono venire rafforzate. Ciò che qui ci sta particolarmente a cuore è il far riconoscere che l'orgasmo non è il fine dell'amore, ma della genitalità e che l'amore, diversamente dalla genitalità, non è centrato
sull'orgasmo, ma ricopre una funzione più ampia.
L'amore non ha questo effetto catalitico solo nei confronti della genitalità, ma anche nei confronti di ogni altro ambito vitale. Io posso svolgere il mio lavoro solo per guadagnare denaro, ma se lo faccio con amore mi sento meglio, posso considerare il contatto con i miei simili un compito sociale o professionale, ma se a ciò aggiungo l'amore per i miei simili mi sento più felice. L'amore è un principio generale di relazione interpersonale che si può e si dovrebbe aggiungere a ogni processo esperienziale. Moltissimi esseri umani vivono la quotidianità in modo funzionale senza l'aggiunta dell'amore per gli altri e per sé stessi. Molti vivono persino con l'aggiunta dell'odio e del disprezzo — per menzionare solo due sentimenti considerati contrari all'amore. Una vita senza amore, anzi addirittura retta dall'odio è possibile e molto diffusa. Un orgasmo è possibile anche se si odia il partner sessuale; la sessualità al servizio del mantenimento della specie funziona sempre e comunque.
Dalla descrizione dei primi tre miti sull'amore risulta evidente che l'amore e la sessualità possono unirsi tra loro, ma non necessariamente. La possibile separazione dell'amore dalla sessualità costituisce la premessa all'ulteriore comprensione dell'amore (inteso come fenomeno psichico) da porre intenzionalmente e volontariamente come pregiudiziale ad ogni esperienza sessuale umanamente autentica.
4. La tecnica sessuale è importante per una sessualità soddisfacente
Nell'ultimo ventennio l'ambizione di molti scrittori (psichiatri, psicologi, medici e giornalisti) consistette nel tentativo di far accrescere il sapere sulle tecniche sessuali tese ad intensificare il piacere sessuale. Tali tecniche però hanno ben poco a che fare con l'amore perché qualsiasi posizione, per quanto raffinata ed insolita, non è assolutamente in grado di intensificare l'amore. Credere che la padronanza di determinate tecniche di posizione o di stimolazione possa soddisfare la
partner in modo particolarmente efficace è un errore molto diffuso tra i maschi. Molti maschi prendono le mosse da un'idea falsa, ritengono cioè che, in questo modo, la donna possa diventare "sessodipendente". A prescindere dall'origine di questa "dipendenza sessuale" ciò che importa è che le due parti in causa non la desiderino, giacché il fine della relazione tra due persone non dovrebbe mai essere la subordinazione. Questa porta con sé sempre e soltanto sofferenze, dolori, tormenti e angosce. Il maschio che persegue questa dipendenza o che, addirittura, se l'aspetta da una donna si troverà alla fin fine di fronte a problemi ancora più grossi di quel che credeva.
Se qualcuno crede di poter creare questo rapporto di dipendenza solo per mezzo di particolari tecniche sessuali incorrerà in un grave errore che lo condurrà a una delusione continua. Concentrarsi sulla tecnica sessuale significa ridurre o addirittura rimuovere i sentimenti interiori come la dedizione, l'amore, il calore, la sicurezza, l'ammirazione, il rispetto, unite alla simpatia, alla passione e all'abnegazione. La sopravvalutazione delle tecniche sessuali è dovuta alla credenza che queste siano in grado di generare l'amore o di conservarlo. In realtà in un rapporto d'amore la stimolazione sessuale non svolge un ruolo dominante, la tecnica sessuale adatta alla situazione del momento sorge spontaneamente dall'amore. L'amore è un fenomeno creativo e trova la soluzione giusta al momento giusto.
Prendendo le mosse solo dall'intelletto, dal sapere appreso o dall'esperienza fatta con un partner – con l'intento di applicare queste tecniche e questo sapere all'amore – vedremo che, a queste condizioni, non potrà mai svilupparsi un'atmosfera creativa, poiché là dove si seguono le regole, prima o poi, sorgerà una ripetitività dalla quale non potrà scaturire nulla di creativo, cosicché il comportamento sessuale completo o il vissuto rimarranno offuscati da routine, abitudini, banalità e noia. La cosa più importante è amare tutto ciò che ha a che fare con il proprio corpo e con quello del partner; avere un rapporto spontaneo e positivo con le sensazioni fisiche e corporali del partner, naturalmente unito a molto amore per la sua individualità, per la sua personalità, per la sua unicità; allora si manifesta spontaneamente da ogni singola percezione e sensazione un'enorme gioia creativa.
5. L'amore giovanile è diverso da quello senile
È molto diffusa l'opinione che l'innamoramento,
l'amore e la sessualità siano appannaggio della gioventù. Questa opinione
è, naturalmente, del tutto falsa, perché sia
l'innamoramento che l'amore non sono legati
a nessuna fascia d'età. Persino la sessualità,
che è unita a funzioni fisiche condannate all'invecchiamento,
è generalmente efficente sino al 60 o 70 anni. Per molti uomini tuttavia l'amore giovanile
è diverso da quello senile, perché in gioventù
esso è nuovo e fresco, perché la capacità
d'amare comincia a manifestarsi e perché in questo
periodo di nuove esperienze l'amore e la sessualità
si sentono in modo particolarmente intenso. La maggior parte degli esseri umani infatti
vive relazioni nelle quali l'amore si è trasformato
in mancanza di sensibilità e la sessualità è
diventata un'abitudine noiosa. L'amore allora è
un'energia psichica che si sviluppa o che regredisce?
Le basi per una futura capacità
d'amare vengono sviluppate nella prima infanzia e in gioventù
quando la pulsione sessuale non è ancora giunta a piena
maturità. Le esperienze amorose dei primi anni di
vita vengono vissute con la massima pienezza possibile dei
sensi perché la sensitività sgorga dalla fanciullezza.
L'adulto che abita nelle grandi città delle società
industrializzate diventa però, anno per anno, sempre
più insensibile. Recandosi ogni giorno al posto di
lavoro, in fabbrica o in un ufficio ammuffito, i suoi sensi
diventano sempre meno ricettivi. Da adulto, studente o lavoratore,
l'essere umano viene alienato dai propri sensi perché
ciò che conta è il successo, l'intelletto, la
competenza, il rendimento; i sentimenti e le emozioni sono
invece d'impiccio e vengono sminuiti e rimossi. Il cervello
del lavoratore adulto pensa solo al denaro, al consumo e al
successo. Tutto ruota attorno al proprio status, alla concorrenza
con gli altri, al capitale, all'assicurazione, alle malattie,
alla pensione, all'educare i figli all'efficienza, alla loro
sicurezza e al futuro.
Nel momento in cui il cervello è
colmo di questi pensieri, che ogni giorno si ripetono forzatamente,
la sensitività e l'amore per le percezioni ad essa
unito vengono trascurati e messi da parte. Il contatto amorevole
e sensitivo si perde così a poco a poco, sia quello
con la natura che ci attornia, che quello col partner che
non viene considerato come una persona, ma come un coniuge
con determinati compiti e doveri. La persona sente che sta perdendo
sempre più la sua vivacità, che sta morendo
interiormente, che la sua capacità d'amare si sta esaurendo
e perciò si amareggia e si indurisce sempre di più.
Questo è il motivo per il quale l'amore senile è
diverso da quello giovanile.
A me preme far capire che ciò non
è un processo d'invecchiamento naturale e ineludibile,
bensì una questione di condotta di vita. Un sessantenne
sensitivo che rivolge la propria attenzione al mondo che lo
circonda percependo positivamente sé stesso e gli altri
è, ovviamente, capace d'amare quanto un giovane, perché
solo il corpo invecchia e non l'anima. Questa rimane sempre
giovane se è sensitiva e meditativa. Perciò
l'amore senile non deve essere diverso da quello giovanile.
Esso può essere fresco, intenso e gioioso come in gioventù,
a condizione che l'anima non si sia indurita.
In fondo è sorprendente che molti
anziani siano così ottusi, amareggiati e incapaci di
amare pur avendo cercato la felicità. Perché
non sono riusciti a trovarla? Perché la loro anima
non è rimasta giovane? Hanno imboccato delle vie sbagliate
credendo di trovare la felicità nella sicurezza e nell'efficienza
e non credendo all'importanza della sensitività. Nessuno
li ha informati e per questo motivo hanno percorso la solita
via dell'insensibilità, della sicurezza e della noia. È necessario riflettere seriamente
sull'anima per poter prendere con convinzione, ovverossia
contro la stragrande maggioranza, la via della sensitività
e dell'amore. Riflettendo non ci si imbatte in un sapere nuovo,
moderno e chic, ma in vecchie conoscenze che tutti possono
comprendere,anche se il loro significato viene continuamente
dimenticato e sottovalutato.
6. Il grande amore dura in eterno
L'amore ci accompagna costantemente nella
vita, non è infatti un fattore del quale ci si possa
disfare. Un'esistenza si può considerare felice solo
se l'uomo riesce a sviluppare quotidianamente la sua capacità
d'amare. Con la locuzione «grande amore»
si intende tuttavia l'amore per un partner, un amore particolarmente
intenso che, in virtù di questa intensità, possa
durare eternamente (cioè per tutta la vita sino alla
morte) e che, se pur soggetto a tentennamenti, non possa mai
essere distrutto. Secondo una concezione largamente diffusa
il «grande amore» è un evento fatale che
colpisce l'uomo e che dura eternamente grazie alla sua grandezza
e intensità. Questa è naturalmente un'assurdità
perché ogni persona è autoresponsabile del proprio
amore, sia per quel che riguarda l'intensità che la
durata. Un amore intenso può
durare poco e una relazione ormai spenta può durare
per tutta la vita all'interno dell'istituzione del matrimonio
e del singolo atteggiamento morale delle persone.
Ma la questione va al di là di quest'aspetto:
può un amore intenso, sincero e toccante durare a lungo,
forse per tutta la vita, senza affievolirsi? Questo pensiero
travaglia moltissime persone in quanto l'amore, che secondo
le leggi sul matrimonio viene inteso come unione amorosa per
la vita, dovrebbe durare possibilmente a lungo. Inoltre si
vive meglio in un matrimonio dove è presente l'amore
che viceversa. Se l'amore si volatilizzasse in fretta, allora
ci si troverebbe in contrasto con l'intenzione di contrarre
matrimonio che dovrebbe durare per tutta la vita. Ci si sposa
però con la speranza che l'amore duri per sempre. Taluni
si sposano coltivando l'idea che l'amore possa svilupparsi
ulteriormente per poi durare sino a tarda età. L'amore
possiede una caratteristica che viene
acquisita nella fanciullezza e nella gioventù e che
in seguito può svilupparsi ulteriormente o svanire,
ma che ogni essere umano non possiede automaticamente. L'amore
rappresenta la capacità di percepire con attenzione
e sensitività, col cuore aperto e con ricettività;
spalancando cioè le finestre dell'anima e lasciando
entrare ciò che porta con sé il giorno, l'ora,
l'attimo. L'amore non è possibile se isoliamo il nostro
cuore e la nostra anima chiudendoci in noi stessi e aspirando
alla sicurezza.
L'amore è possibile solo se i sensi
sono completamente aperti e ricettivi, se l'anima è
disposta a percepire, se siamo quindi vulnerabili e sensibili
alle novità del giorno. L'amore è qualcosa che
sorge dall'istante e che perciò non si può conservare
in quanto vive solo momentaneamente. Voler trattenere o, addirittura,
possedere il partner amato è sicuramente comprensibile
in una società orientata verso il possesso, ma d'altro
canto, dal punto di vista psicologico, è chiaro che
l'amore non si lascia possedere. Al contrario, non appena
sopraggiunge la smania di possesso, l'amore corre un gravissimo
pericolo. Nel momento in cui si vuole possedere non
si è più in grado di osservare liberamente e
pazientemente, lo sguardo è contratto e offuscato,
i sensi non percepiscono più con obiettività.
Se uno quindi si interessa veramente e solamente all'amore
– quando succede in una società consumistica? – non
dovrebbe voler possedere e non dovrebbe preoccuparsi della
durata dell'amore. L'amore e la vitalìtà si
manifestano al momento come il profumo di un fiore.
Se mi fisso su questo fiore il profumo svanirà sicuramente,
se invece sono pago del momento questo si ripeterà
spontaneamente.
L'amore per una persona risulta compromesso
nel momento in cui all'immaturità delle richieste si
aggiunge l'immaturità del partner. Ma se sono ricettivo
e non avido, possessivo, pauroso o bramoso di sicurezza, allora
l'amore può manifestarsi nuovamente e quotidianamente.
Esso può manifestarsi nei confronti di una persona
specifica, ma non deve necessariamente, perché la vera
ricettività significa esporsi all'insicurezza, significa
vulnerabilità e nuova freschezza quotidiana. Questo
comportamento creativo non brama la ripetizione di una sensazione
provata in precedenza, ma è sempre concentrato su ogni
singolo momento che gli manifesta la bellezza e la bruttezza
del presente e non quelle del passato.
Chi strizza l'occhio al passato non vive
in maniera veramente sensitiva nel presente, la sua capacità
d'amare è interrotta, si è trasformata in pensieri
sulla sicurezza, sull'osservanza, sul dovere, sulla fedeltà
ecc. Cose queste completamente diverse dall'amore stesso.
Chi cerca la fedeltà lo fa, probabilmente, perché
la considera più importante dell'amore stesso e perciò
dovrebbe parlare di fedeltà e non di amore.
L'amore si sviluppa al momento e il momento
racchiude in sé eternità. Ma con ciò
non si pensa all'«amore eterno per un unico partner».
Questo amore esiste solo di momento in momento ed è
diverso in ogni singolo momento. Esso dura in eterno solo
se i due partner riescono ad incontrarsi di continuo in modo
nuovo; se aspirano ad eternare il loro rapporto tramite il
pensiero e la volontà allora hanno già inferto
al loro amore il colpo di grazia. Il perché di questo
dato di fatto verrà chiarito esaminando ulteriormente
il fenomeno amore.
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AMORE E AFFETTIVITÀ

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